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POTREBBE DIVENTARE IMPOSSIBILE VIVERE A ORTIGIA PER I RESIDENTI
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/06/2016 alle  21:47:08, nella sezione EDITORIALI,  1151 letture)

ortigiaSono tante le eccelse menti che dedicano la loro attenzione alla viabilità e ai parcheggi nella città di Siracusa, ma i risultati paiono sempre assai modesti e gravati da problematiche che aumentano anziché diminuire, in attesa dei decantati provvedimenti che dovrebbero essere adottati per pedonalizzare sempre più il centro storico. Dove possono collocare le loro automobili i residenti in Ortigia? Negli stalli riservati, si dirà, ma sono vistosamente insufficienti e in certe sere la presenza di auto parcheggiate nei suddetti stalli, ma prive di apposito contrassegno, sono tante, sottraendo posti auto a chi deve rientrare nella propria abitazione. Reso a pagamento il parcheggio Talete, che una volta era gratis per i residenti in Ortigia, posizionati divieti di sosta e strisce azzurre in ogni angolo, dovranno forse i malcapitati che risiedono nel centro storico pagare per forza le esose tariffe dei parcheggi a pagamento? O dovranno girare, come matti o come anime dannate nei gironi dell'inferno dantesco, ogni sera per scovare un sempre più raro posticino riservato ai residenti? Come già detto questi stalli riservati sono spesso invasi da chi residente non è, malgrado i vigili urbani facciano fioccare le multe non c'è e forse non potrebbe esserci una adeguata opera di repressione che possa scoraggiare i trasgressori. Insomma, il vero progetto è questo: buttiamo fuori da Ortigia i cittadini residenti e consegniamo l'isola alla sola fruizione dei turisti e dei visitatori occasionali o di quelli del sabato sera.

Si vuole davvero questo? Il futuro a vocazione turistica deve pagare questi scotti? Si deve disumanizzare l'antico centro storico facendone un contenitore, un albergo galleggiante, invivibile d'estate perché strapieno di turisti e impossibile per il caro prezzi. E' questa la cultura degli alberghi e dei bed and breakfest? E' vero, Ortigia Island dà a vario titolo lavoro a migliaia di persone, per lo più addetti alla ristorazione e personale degli alberghi, ma noi vorremmo un' Ortigia dove torni a vivere la gente comune, dove riaprano le botteghe artigiane, dove non ci siano solo puzze di frittura e tavolini accatastati in spazi ristretti, che impediscono perfino una semplice passeggiata, dove gli spazi siano restituiti al cittadino e il turista sia un ospite gradito, ben trattato e amorevolmente accolto, ma che nutra la riconoscenza dell'ospite e serbi della città un piacevole ricordo, che è poi il miglior viatico al mercato turistico.

Volere a tutti i costi scimmiottare Taormina, che vanta tradizioni secolari e ben altra organizzazione, non paga, perché alla fine avremo copiato soltanto il peggio: i prezzi cari e le difficoltà di accesso. Siracusa è altra cosa, si deve affacciare a un turismo diverso, più d'elite, più colto e raffinato, non può affidarsi alla massa. Sarebbe la sua fine. Quei grandi alberghi che rivivono oggi hanno già conosciuto epoche splendide, poi sono decaduti come era decaduta fino a qualche anno fa l'intera città. Questo fatto ci sia d'insegnamento. I cicli storici s'inseguono nel tempo e ciò che oggi cresce e dà speranze domani potrebbe di nuovo miseramente morire.