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TUTTI D’ACCORDO (O QUASI) SUL RIGASSIFICATORE.
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/07/2011 alle  09:08:09, nella sezione CRONACA,  868 letture)

Dalla stampa apprendiamo che oramai tutte le voci che contano, politica, amministrazioni locali, tutti i sindacati e molte forze sociali sembrano orientate all’accettazione della costruzione di un rigassificatore nella zona tra Priolo ed Augusta. Il consenso sembra unanime a parte qualche voce fuori dal coro come quella di alcuni ambientalisti e di Sinistra Libertà ed Ecologia sezione di Priolo che ha in un comunicato stampa fatto conoscere il proprio pensiero: "Il presunto sviluppo e lo sviluppo legati al rigassificatori sono solo un miraggio e quanto prospettato alle popolazioni è falso. Meno di due anni di lavoro per qualche centinaio di persone e una ricaduta occupazionale di posti fissi per poche decine di unità a impianto finito. I pericoli di sismicità, gli impianti militari presenti già nell'area prescelta, sono noti a tutti, ma ciò che maggiormente ci preoccupa è la vicinanza di impianti vecchi del petrolchimico, mai o male manutenzionati nel tempo, causa prima, questa, dei tanti incidenti avvenuti anche recentemente”. E’ pur vero che Augusta sorge su un’area, lo dicono gli esperti, ad elevatissimo rischio sismico. Sarebbe logico e conseguenziale che, in un territorio di tal fatta, si pensasse a dismettere impianti pericolosi e non ad aggiungerne altri. Ma non è così. Non bastano raffinerie, depositi che stoccano benzina, gasolio, kerosene, greggio e altri prodotti pericolosi e ad altissimo tasso di inquinamento, non bastano le industrie chimiche col loro carico di veleni, nei progetti del Governo vi è da qualche tempo, come tutti sanno, anche quello di impiantare un rigassificatore. Questo progetto, che fece tanto scalpore quando se ne cominciò a parlare, è poi stranamente scomparso dalle colonne dei quotidiani d’informazione ma è da ritenere tutt’altro che stoppato. E’ un impianto che dovrebbe esser realizzato dalla Ionio Gas, una società che vede al suo interno, attraverso vari intrecci societari, l’industriale Garrone, la Shell, ma soprattutto i russi della Lukoil. Questo colosso russo del petrolio ha ormai acquisito il controllo della Isab di Priolo. Gli stessi russi sarebbero interessati anche al business del metano e quindi al progetto del rigassificatore di Priolo (targato Erg-Shell), nonostante, come già detto, che questa zona sia ad elevatissimo rischio sismico. cioè in caso di sisma i miliardi di metri cubi di gas stoccato negli appositi serbatoi potrebbe fuoriuscire ed esplodere con le conseguenze immaginabili. Dall’impianto peraltro non arriverebbe una massa di posti di lavoro, infatti le ricadute occupazionali sono assai modeste, ma di sicuro arriverebbe un fiume di soldi. A sentire altre campane, oggi le esigenze dell'ambiente, sulle quali si è tanto discusso e per le quali si è poco operato, possono essere rispettate ed essere armonizzate con la possibile ulteriore crescita di un moderno processo industriale, che ha bisogno di energia al fuori ed in aggiunta a quella derivante dal petrolio. E con rischi calcolati. Ma sarà vero?