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LA PASSIONE DI CRISTO AL MUSEO ETNOGRAFICO DI FLORIDIA
di Redazione (pubblicato il 17/03/2016 alle  20:41:06, nella sezione ARTE,  566 letture)

mostra pasquaDomenica 20 marzo alle ore 19.00, presso il Museo etnografico ‘N. Bruno’ a Floridia, si terrà l’inaugurazione della mostra ‘A via dulurusa’, una serie di preziose oleografie risalenti ai primi del novecento che ripercorrono le stazioni della Via Crucis. Ad presentare al pubblico l’iniziativa sarà la direttrice del Museo etnografico Cetty Bruno. L’allestimento dell’esposizione, che raccoglie opere provenienti dalla collezione privata del collezionista e cultore di tradizioni religiose solarinese Salvatore Mangiafico, è stato curato dallo studioso Mario Lonero. Nell’ambito della mostra è stata realizzata una rievocazione artistica del Golgota con la suggestiva allocazione dei simboli della Passione di Cristo su un sudario bianco. L’evento sarà impreziosito dalla presentazione del libro “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu”, opera in versi di Maria Lucia Riccioli, scrittrice, poetessa e soprano siracusana. Il volume, arricchito dalla prefazione del prof. Sebastiano Burgaretta, raccoglie quattordici componimenti in endecasillabi a rima baciata in lingua siciliana, più un Prologo, che ripercorrono una Via Crucis diversa, molto umana e semplice, nella quale Cristo si fa pellegrino per le vie del mondo, a patire e a gioire, uomo tra gli uomini, Maestro insieme ai suoi discepoli e all’umanità intera. Carmencita Bruno e la stessa autrice leggeranno alcuni brani dell’opera.

La direttrice del Museo etnografico Cetty Bruno ha dichiarato: «Questo evento vuole leggere la vicenda della Passione di Cristo in una prospettiva legata alla tradizione popolare contadina. Semplicità, devozione, pietà e compassione si intrecciano quindi nelle bellissime e suggestive oleografie della collezione di Salvatore Mangiafico e nelle sonorità dei versi dialettali della poetessa Maria Lucia Riccioli. Il risultato è un momento di grande misticismo e di arte sublime nella sua essenziale semplicità, che assume il punto di vista della narrazione popolare, piena di pathos e di umanità, secondo un principio ispirativo tratto dall’amico Prof. Giuseppe Amenta, ideatore della casa-presepe di via Giuliano».

La mostra può essere visitata sino al 27 marzo.