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TENSIONI DURANTE IL CONSIGLIO COMUNALE
di Redazione (pubblicato il 13/03/2016 alle  09:40:43, nella sezione CRONACA,  648 letture)

armaroUna nota perviene in redazione a firma dei consiglieri del PD Francesco Pappalardo, Stefania Salvo, Tonino Trimarchi, Loredana Spuria, Carmen Castelluccio, Alfredo Foti, Cristina Garozzo e Sonia D’Amico. La pubblichiamo qui di seguito.

“L’attacco rivolto al presidente del Consiglio comunale, Santino Armaro (nella foto), è stato sconsiderato e increscioso. Le aggressioni verbali, lesive della dignità umana di ciascun individuo e delle istituzioni, non soltanto non avrebbero avuto ragione di essere in qualsiasi situazione, ma, in tal caso, hanno risuonato come un puro insulto privo di ciascun fondamento. All’inizio dei lavori del consiglio comunale, durante i quali avremmo dovuto continuare a discutere sul Documento unico di programmazione, già incardinato, Santino Armaro aveva chiesto se qualche consigliere volesse intervenire. Poiché nessuno ha fiatato, il capogruppo del Pd, Francesco Pappalardo, ha illustrato l’atto di indirizzo di cui lo stesso era il primo sottoscrittore, ritirandolo, però, immediatamente dopo, visto che, come suggerito dal consigliere, Salvatore Castagnino, la forma ideale sarebbe stata quella dell’emendamento. L’attenzione del consesso si è poi concentrata sugli altri emendamenti, in merito ai quali Armaro ha dato la parola per procedere alla loro votazione. Dai banchi dell’opposizione, invece, sono volate aspre critiche per la presunta mancata relazione da parte degli assessori e dei dirigenti competenti che “avrebbero dovuto fornire dettagliate indicazioni sul Documento unico di programmazione e, dunque, sui contenuti dello stesso”. Il presidente del Consiglio comunale, dal canto suo, ha specificato che questa fase era già stata superata, visto che il documento in questione, già incardinato, l’aveva appunto trattato precedentemente l’assessore di competenza, Gianluca Scrofani. In aula, dunque, l’atmosfera si è talmente infuocata che sono volati pesanti insulti e minacce ai danni di Armaro, costretto a sospendere per 10 minuti la seduta. Al momento della ripresa dei lavori, assieme agli altri componenti della maggioranza, abbiamo ritenuto, dunque, opportuno non rientrare in aula, non soltanto in segno di solidarietà nei confronti di Armaro, ma perché riteniamo gravissimo e passibile di denuncia quanto accaduto. Il presidente Armaro – conclude la nota - non soltanto stava conducendo regolarmente i lavori, ma dal momento del suo insediamento ha mostrato sempre una certa apertura nei confronti di tutti i consiglieri e mai si è sottratto alle occasioni di dialogo”.