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L'OTTOCENTO BORBONICO PALAZZOLESE NEL NUOVO SAGGIO DI SALVATORE GRECO
di Redazione (pubblicato il 11/02/2016 alle  18:53:11, nella sezione LIBRI,  972 letture)

libro notabiliGli studi sulla formazione delle èlites politiche locali durante il regno delle Due Sicilie, che, in questi ultimi anni, sono stati oggetto di un nuovo e crescente interesse da parte della ricerca storiografica, complice anche la ricorrenza del 150° dell'Unità d'Italia, ricevono ulteriore linfa grazie al documentato saggio di Salvatore Greco, L'ascesa dei notabili. Politica e società a Palazzolo Acreide nell'Ottocento borbonico, già disponibile in libreria (ma è anche disponibile in versione ebook) grazie alla casa editrice Pungitopo.

Si tratta di un viaggio affascinante, attraverso i documenti d'archivio, nella piccola ma vivace città iblea, un tempo subcolonia di Siracusa che, all'epoca, apparteneva, sul piano amministrativo, al Distretto di Noto, Comune capovalle nella Valle omonima. L'immaginaria "macchina del tempo" di cui si serve l'autore, appassionato studioso di storia locale, ci conduce attraverso un'epoca densissima di eventi, non solo per Palazzolo, ma anche per l'intera Sicilia, che viene proiettata nel mondo contemporaneo, prima in forza della breve stagione costituzionale del 1812, poi, con la nascita della cosiddetta "monarchia amministrativa", durante la quale i Borbone adottano quello che allora era il modello di Stato più moderno, ovvero lo Stato napoleonico. Anche in una realtà come Palazzolo, si fa strada una nuova classe dirigente, proveniente non più solo dalla nobiltà, ma soprattutto, dalla borghesia delle professioni, una èlite, spesso colta, che sfrutta sia i circoli di conversazione, cui è dedicato, tra l'altro, ampio spazio nel saggio, sia le nuove istituzioni politiche, per acquisire anche gli incarichi legati al nuovo modello di amministrazione. Al di là della puntuale ricerca, anche di tipo statistico, sulla composizione dei notabili, di cui viene documentata non solo l'identità, ma anche la provenienza sociale e l'attività eventualmente esercitata, viene messa in risalto la presenza di "due città", che coesistono, spesso, in conflitto tra di loro, nella città iblea, contendendosi il potere, attraverso le famiglie più influenti dentro e fuori la società stessa, divisa essa stessa in "partiti", l'uno sebastianese, legato al quartiere superiore, più recente, l'altro sanpaolese, radicato in quello inferiore fino dall'epoca medievale. Sullo sfondo, si colgono, attraverso uno sguardo, anch'esso dettagliato, le rivoluzioni che scuotono anche la nostra provincia e la stessa città in esame: il 1837, il 1848 e il 1860. All'autore non sfugge, poi, anche un altro dato che emerge dalle sue indagini: Palazzolo, in tutto l'arco di tempo in esame, è una città profondamente divisa, ma può vantare, all'interno di questa élite, una compagine non trascurabile di uomini di cultura, alcuni dei quali di primissimo livello, come Giuseppe D'Albergo e Gabriele Judica, sui quali, non a caso, si sofferma, tracciandone anche un ritratto vivido e rinnovato anche sul piano della biografia.