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INNOVAZIONE E TRADIZIONE NELLA FORMAZIONE SICILIANA
di Redazione (pubblicato il 27/01/2016 alle  17:44:01, nella sezione CRONACA,  666 letture)

marziano scuola superioreL’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Bruno Marziano, venerdì ha visitato la Scuola Superiore dell’Università di Catania e ad accoglierlo c’erano il presidente, Francesco Priolo, Lina Scalisi, coordinatore per la classe delle Scienze Umanistiche e Sociali, Salvatore Sortino, coordinatore per la classe delle Scienze Sperimentali, Antonio Massimiliano Mio, presidente dell’associazione “Alumni”, gli studenti Martina Sapone Maurizio Di Marco e il sindaco di Pachino, Roberto Bruno.

«Un pezzo di Sicilia da mostrare, la vetrina dell’isola che vorremmo. Un luogo che sfata tutti gli stereotipi negativi siciliani. – ha detto l’assessore Marziano - Abbiamo situazioni in Sicilia dove convivono innovazione e tradizione, arretratezza e modernità, eccellenza e inefficienza. Questo luogo, invece, sfata il mito “dell’altra faccia della medaglia” e la sensazione è che nella Scuola Superiore non si preparino solo bravi professionisti ma venga formata la futura classe dirigente. Per questo è un “gioiello” che deve essere tutelato».

L’assessore ha anche parlato della situazione regionale e nazionale della formazione e dei nuovi provvedimenti della giunta siciliana. «Più alta è la qualità del sapere – ha continuato Marziano – e più alta è la possibilità di competere. Ed è proprio questo il nostro problema: la competizione con il sistema formativo degli altri paesi europei che hanno già fatto scelte importanti. Il fatto che quest’anno partano i due anni di sperimentazione dell’alternanza scuola lavoro è la mutazione di un modello che in Germania ha già prodotto i suoi frutti formidabili nel rapporto tra formazione e lavoro. Siamo tra le regioni che sono state individuate per fare la sperimentazione, inoltre avremo il decreto per il dimensionamento scolastico che consentirà di effettuare l’iscrizione online assieme ad altre regioni. Non è cosa di poco conto: la Sicilia è stata scelta perché è attrezzata. Sono piccoli segnali di attenzione che stanno contribuendo alla trasformazione della concezione di formazione che abbiamo sempre avuto. Tra le altre iniziative, partiranno gli avvisi su 200 dottorati ricerca, che saranno aggiuntivi a quelli predisposti dagli atenei, e sugli specializzandi di medicina, da 70 a 120, a valere sui fondi ricerca e università del Fondo sociale europeo».