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NON SI RISOLVE IL PROBLEMA DELL’AMIANTO. DISCARICHE ABUSIVE SU TUTTO IL TERRITORIO.
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/07/2011 alle  09:05:34, nella sezione CRONACA,  991 letture)

La presenza di amianto contenuto nei lastroni di eternit è evidente anche ad Augusta: perfino edifici pubblici e scuole non sono stati ancora bonificati per incuria della pubblica amministrazione e latita un controllo efficace dell’esistente, per quanto spesso si annuncino campagne e controlli. Ancora siamo lontani da risultati soddisfacenti se consideriamo come dappertutto ad Augusta esistono ancora serbatoi in uso di eternit e tanti manufatti edilizi con coperture in onduline a base di eternit e quindi di amianto, che peraltro devono essere smaltite con procedure particolari e tramite ditte specializzate a costi non indifferenti. Il che produce il triste e sciagurato fenomeno delle discariche abusive di tali materiali, che vengono lasciati ai bordi delle strade senza alcun rispetto per gli altri e senza la minima prudenza. Sul territorio augustano e soprattutto nelle zone interne di campagna o in quelle costiere si possono facilmente trovare tra masse di inerti provenienti da demolizioni edilizie vistose tracce di materiali a base di amianto. Pochi mesi fa a Taormina la conferenza mondiale sull’amianto ha visto la partecipazione di ricercatori e scienziati internazionali. Durante la conferenza promossa dall’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro), si è discusso su come intervenire nei siti da bonificare di interesse nazionale (i cosiddetti SIN), su come realizzare mappature dell'amianto esistente su scala nazionale e sulle più opportune procedure per calcolare l'analisi di rischio. L’incontro di tre giorni ha avuto anche lo scopo di fornire informazioni in merito ad aspetti legali all'associazionismo delle vittime dell'amianto fornendo notizie aggiornate e dettagliate sugli studi epidemiologici e sulle recenti modifiche delle legislazioni nazionali ed internazionali. A seguito della legge 93 del 2001 con l’appoggio del Ministero dell’Ambiente, l’ISPESL ha coordinato le singole regioni italiane chiamate a fornire la mappa dei siti a rischio presenti sul territorio nazionale. Secondo l’istituto sono stati censiti 27.700 siti tra edifici pubblici e privati, contaminati da amianto. Oltre agli edifici a rischio la mappa ha riguardato anche l’individuazione delle discariche abusive, per questa seconda analisi proprio la Sicilia, assieme alla Calabria, al Trentino Alto Adige e alla Valle d’Aosta non hanno fornito nessuna risposta. Secondo le stime dell’ISPESL i 27.700 siti individuati rappresentano solo un terzo delle aree a rischio presenti in Italia. Ogni anno in Italia solo per mesotelioma, la malattia tumorale causata dal contagio diretto con l’amianto, muoiono 1300 persone e altre 4000 morti sono causate da tumori del polmone e della laringe correlate al contatto con il minerale. Dal dopoguerra al 1992, anno in cui l’amianto è stato messo al bando, in Italia sono stati prodotte 3 milioni e 700 mila tonnellate di amianto grezzo. Considerando che dal contatto al manifestarsi della malattia possono passare fino a 40 anni, secondo gli esperti il numero dei morti è destinato a crescere fino a raggiungere il picco massimo intorno al 2018. L’ISPESL denuncia una scarsa collaborazione da parte del Governo e degli Enti Locali e una mancanza di fondi necessari per poter avviare un efficace programma di bonifica delle aree, in particolar modo delle discariche abusive responsabili della contaminazione di terreni e falde acquifere.