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IL FUTURO DEL PORTO DI AUGUSTA: LE PERPLESSITÀ DI TRIBERIO (SEGRETARIO PD)
di Redazione (pubblicato il 27/11/2015 alle  13:14:08, nella sezione CRONACA,  921 letture)

portoNell’ambito del complesso processo di ristrutturazione del sistema portuale nazionale, già in corso da parecchi mesi, con alterne vicende e numerosi colpi di scena, sembrerebbe ormai confermata la scelta di attribuire due autorità portuali alla nostra regione, una, con sede a Palermo, per la Sicilia occidentale, e l’altra, con (probabile) sede ad Augusta, per la Sicilia orientale.

Tale decisione, peraltro prevista da tempo, risulterebbe coerente con il ruolo baricentrico di Augusta rispetto al territorio interessato, funzionale al notevole volume di traffico merci movimentato, superiore anche a quello di porti limitrofi – e rivali - come Catania e Messina, oltre che coerente con le decisioni della Commissione Europea, che, in tempi non sospetti, aveva individuato Augusta tra i porti ‘core network’ nel bacino del Mediterraneo.

Tutto questo fa della città di Augusta la candidata naturale a base strategica dei programmi e dei progetti da realizzare per l’intero settore portuale marittimo della Sicilia orientale, nonché il centro propulsore di un potenziale sviluppo economico ed occupazionale, gravitante intorno al porto megarese, soprattutto per l’ampio territorio, altrimenti trascurato, ricadente nelle province di Siracusa e Ragusa ma che ad oggi è ancora purtroppo in discussione.

“Constatiamo con grande rammarico – ha dichiarato il segretario cittadino del PD Giancarlo Triberio, consigliere comunale - anche per una vicenda di tale rilevanza, la condotta accomodante e a tratti disorganizzata dell’amministrazione comunale pentastellata. Bisogna ricordare, infatti, che il problema della Port Authority è stato sollevato per merito dei consiglieri di minoranza, che hanno richiesto una seduta monotematica sull’argomento, conclusasi con l’approvazione unanime di una mozione d’indirizzo a conferma della volontà di scegliere Augusta come sede dell’Autorità Portuale, e il conseguente rifiuto di destinare il medesimo porto ad ‘Hotspot’ per l’accoglienza dei migranti nel Mediterraneo. Ne è seguito un incontro del sindaco di Augusta con il ministro alle infrastrutture Del Rio, le cui risultanze e i cui contenuti risultano tuttora coperti dal segreto e oggetto di stretto riserbo, secondo quanto dichiarato dalla stessa Sindaca nell’ultimo Consiglio Comunale.. A questo punto ci saremmo almeno aspettati - continua Triberio - l’avvio di azioni concrete, la promozione di iniziative e di occasioni d’incontro per sostenere in modo unitario, al di là delle bandiere di partito, l’importante lotta in difesa del nostro porto; ne è scaturita invece una serie di atti inconsistenti, mal organizzati, e, in definitiva, fallimentari: l’incontro, in Piazza Duomo, di tutti i sindaci del comprensorio siracusano, di fatto ridottasi a sole otto presenze, e di alcuni deputati, i tentativi - sempre andati a vuoto- di alcuni componenti della compagine pentastellata di organizzare riunioni di confronto tra le parti in campo, la convocazione- questa volta a cura della Presidenza del Consiglio - di un tavolo tecnico riservato all’amministrazione locale, ai capigruppo, ai presidenti delle commissioni comunali e agli operatori portuali, poi naufragato per la sovrapposizione con impegni precedentemente presi da alcuni soggetti coinvolti. Se quest’ultimo buco nell’acqua - come afferma il sindaco- è da ascrivere ad un ‘difetto di comunicazione’, viene molto da pensare sulle reali capacità della nostra amministrazione comunale di agire concretamente a sostegno delle prerogative del porto di Augusta. Un altro punto scottante riguarda il progetto di inquadrare all’interno del porto un hotspot per l’accoglienza e lo smistamento dei migranti approdati sulle nostre coste. Ove ciò corrispondesse al vero verrebbe infatti a cadere ogni progetto di valorizzazione dell’area portuale di Augusta, le cui attività sarebbero ostacolate in modo insuperabile dalle complesse necessità dei migranti in arrivo, rendendo di fatto impossibile la cogestione delle due pratiche in modo simultaneo. Ciò detto – conclude Triberio - nulla si vuol negare alla povera gente in cerca d’aiuto e di rifugio, nei cui riguardi i cittadini augustani hanno già dimostrato piena solidarietà ed un supporto operativo e morale; ma, al momento, la costruzione di un centro di accoglienza all’interno del porto megarese è del tutto incompatibile con l’idea di valorizzare lo stesso, facendone la sede dell’Autorità Portuale per la Sicilia orientale”.