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NOTO TRA LE CITTÀ CHE OSPITERANNO IL TERZO FESTIVAL DELL’ICCN NEL 2016
di Redazione (pubblicato il 05/10/2015 alle  15:29:32, nella sezione CULTURA,  683 letture)

incontro iccnSeok-le Lee, Segretario Generale dell'ICCN (l'Organizzazione Mondiale delle Città per la Salvaguardia e la Promozione del Patrimonio Intangibile UNESCO), nel corso della sua visita ufficiale a Palermo e Monreale nello scorso giugno aveva già annunciato che la Sicilia avrebbe ospitato il terzo Festival ICCN del Patrimonio Immateriale UNESCO nel 2016, ma adesso la scelta ha ricevuto l'ufficialità attraverso il voto unanime dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione riunita in Slovacchia per i suoi lavori annuali.

A ricevere il gonfalone dell'Organizzazione la Vice Sindaca della Città di Noto, Cettina Raudino, in rappresentanza del Comitato Organizzatore Sicilia 2016, presieduto dal Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e che oltre a Palermo vede la partecipazione delle Città di Catania, Agrigento e Noto appunto, oltre alla partecipazione delle ONG siciliane presenti nell'ICCN, la Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia, il Coppem (capofila della Delegazione siciliana), il Coordinamento dei Comuni UNESCO di Sicilia, presieduto dal Sindaco di Catania Enzo Bianco e l'Associazione NED.

Il Festival si terrà dunque nell'ottobre del 2016, per otto giorni, di cui 4 nella Sicilia Orientale (Catania e Noto) e 4 nella Sicilia Occidentale (Palermo e Agrigento) e sarà un momento di grande visibilità internazionale nell'ambito del quale saranno presenti oltre 50 Delegazioni artistiche provenienti da tutti i Paesi membri dell'ICCN. Inoltre il Festival rappresenterà un evento unico per la promozione dell'Eredità Immateriale Siciliana (sono ben tre i Patrimoni Immateriali siciliani riconosciuti dall'UNESCO - l'Opera dei Pupi, la metodologia di coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria e la Dieta Mediterranea). In particolare Noto, che vanta un patrimonio culturale ricchissimo, punterà sulla valorizzazione dei Canti popolari del Val di Noto, sulle arti effimere, la famosa Infiorata, sulle tradizioni nobiliari, sulla gastronomia e sulla lavorazione della pietra, nelle due sue più importanti applicazioni: i muri a secco e l'artigianato artistico degli scalpellini che ereditano tecniche e motivi iconografici dalle maestranze che nel 1700 edificarono la città distrutta dal terremoto del 1693.