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IL 10 APRILE INCONTRO DAL TITOLO "IN PRINCIPIO SONO LE CAREZZE" ALLA CASA DEL LIBRO DI SIRACUSA
di Redazione (pubblicato il 08/04/2015 alle  18:38:18, nella sezione CULTURA,  609 letture)

Il 10 aprile presso La Casa Del Libro Mascali di via delle Maestranze, incontro dal titolo "In principio sono le carezze": lo scrittore Gianfranco Damico e la psicologa Marcella Cifali converseranno con Luca Raimondi intorno ai temi proposti dal recente romanzo di quest'ultimo, dal titolo "Tutto quell'amore disperso", edito dalle Edizioni Il Foglio; i problemi psico-relazionali del suo tormentato alter-ego Carlo Piras, figlio unico in cerca di maturità sentimentale nella Catania anni '90, saranno così sottoposti a un'inconsuenta disamina. Come ha recentemente scritto Milena Privitera su "Pickline", "Carlo è metafora della generazione dei ventenni di fine millennio, aspiranti filosofi, ragazzi complicati, rockettari per hobby, attori teatrali dilettanti, cinefili impegnati in cortometraggi pretenziosi, attivisti di Rifondazione Comunista. Le loro sofferenze diventano più leggere grazie ai video di MTV, gli intramontabili CCCP – Fedeli alla linea, la militanza politica, Moretti, le vacanze a Ibiza, l’ascolto a tutto volume dei Verve. Ragazzi e ragazze che s’incontrano in gruppi di studio malassortiti e in luoghi cult di Catania come la “Fera ‘o luni” o il Monastero dei Benedettini."

E Sofia come dice bene la quarta di copertina di questo romanzo-diario è “l’ennesimo, gradito giocattolo da distruggere. Per poi rimanere ancora una volta da solo e capire, finalmente, che no, non era bello così, non mi piaceva, vivere così. Che così dettava il bisogno derivato dall’abitudine, dalla consuetudine, di essere solo ma… non era bello, proprio no. Ho bisogno di lei, dello specchio che mi pone davanti per farmi notare la mia bellezza ma anche e soprattutto le cicatrici derivate dai miei errori”. In “Tutto quell’amore disperso”, Carlo/Luca ci racconta in prima persona del suo primo amore, di cosa significhi essere figlio unico, della fatica dello studio della “sophia” universitaria (filosofia), dell’amore per la musica soprattutto e per il cinema in un lungo memoire che ci spiega in maniera semplice come sia difficile crescere, maturare, trovare la propria strada una volta immersi nell'intrico delle relazioni umane.