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I PRECARI, IL DISSESTO FINANZIARIO E IL MOVIMENTO 5 STELLE
di Redazione (pubblicato il 26/03/2015 alle  09:06:18, nella sezione CRONACA,  1146 letture)

di pietroIl candidato sindaco del Movimento 5 Stelle di Augusta avv. Maria Concetta Di Pietro fa pervenire una dettagliata disamina riguardante la spinosa questione dei precari del Comune, che vedono minacciata la loro occupazione a causa del dissesto finanziario che impone gravi tagli alla spesa pubblica.

“Ritorno, mio malgrado, - dichiara la Di Pietro - sull'argomento perché pare che non si siano placate polemiche e voci su quanto da me dichiarato all'evento tenutosi lo scorso 7 marzo, a proposito delle sorti dei "precari" in caso di dissesto finanziario. Dovendo necessariamente ripetere quanto da me già puntualizzato in un precedente intervento, ovvero che NON E’ IL MOVIMENTO 5 STELLE A VOLER MANDARE A CASA I PRECARI, specifico doverosamente quanto segue. Ciò da me dichiarato, non è affatto " farina del mio sacco", essendomi limitata a ripetere le parole utilizzate dal Commissario La Mattina, durante la seduta del consiglio comunale del 25/10/2012, a proposito della pesante situazione debitoria del nostro comune e della opportunità di dichiarare il dissesto finanziario; la frase incriminata pare sia stata questa: "in caso di dichiarazione di dissesto, sarebbe un disastro per i precari!". Tralasciando ogni ulteriore commento sulla possibilità di equivocare, in buona o mala fede, le parole peraltro, lo ribadisco, non mie, vi riporto di seguito ciò che prevede la legge:

D.lgs n. 267/00 e successive modifiche

Art. 259

Comma 6. L'ente locale ridetermina la dotazione organica dichiarando eccedente il personale comunque in servizio in sovrannumero rispetto ai rapporti medi dipendenti-popolazione di cui all'art. 263, comma 2, fermo restando l'obbligo di accertare le compatibilità di bilancio. LA SPESA DEL PERSONALE A TEMPO DETERMINATO DEVE ESSERE ALTRESÌ RIDOTTA A NON OLTRE IL 50% della spesa media sostenuta a tale titolo per l'ultimo triennio antecedente l'anno cui l'ipotesi si riferisce.

Comma 10. Le regioni a statuto speciale, possono porre a proprio carico oneri per la copertura di posti negli enti locali dissestati in aggiunta a quelli di cui alla dotazione organica rideterminata, OVE GLI ONERI PREDETTI SIANO PREVISTI PER TUTTI GLI ENTI OPERANTI NELL'AMBITO DELLA MEDESIMA REGIONE.

Art. 263

Comma 2. Con decreto a cadenza triennale il Ministero dell’Interno individua con proprio decreto la media nazionale per classe demografica della consistenza delle dotazioni organiche per i comuni ed i rapporti medi dipendenti-popolazione per classe demografica, VALIDI PER GLI ENTI IN CONDIZIONE DI DISSESTO ai fini di cui all’art. 259, comma 6. In ogni caso agli enti spetta un numero di dipendenti non inferiore a quello spettante agli enti di maggiore dimensione della fascia demografica precedente.

Questa la normativa.

Veniamo ora ai dati in nostro possesso.

1. Nella Deliberazione n. 9 del 29/07/2013, avente ad oggetto “Approvazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’art. 243 bis e ss. Del D.lgs. n. 267/00”, a pag. 32 si legge che: “Il Commissario straordinario (Dott. La Mattina), con atto n. 16/2012 e 21/2012 in relazione alla necessità di razionalizzare le spese e contenere la dinamica occupazionale, ha ridefinito il contingente in 278 (…). Il D.M. 16 marzo 2011, fissa in 1/122 il rapporto dipendenti popolazione per la fascia demografica di appartenenza dell’ente che registra al 31/12/2012 una popolazione pari a 34.561, pertanto, il limite è pari a 284. Anche nella successiva rideterminazione di cui al successivo atto n.151 del 10 luglio 2013, la dotazione risulta inferiore al limite del 284”.

2. Nella Deliberazione n. 151 del 26/11/2014, avente ad oggetto il “Programma Triennale del Fabbisogno di personale anno 2014-2016”, si dà nuovamente atto del D.M. 16 marzo 2011 e del conseguente rapporto popolazione-dipendent1 1/122, specificando l’ammontare delle unità in servizio, ovvero 189 a tempo determinato e 86 a tempo determinato, per un totale di 275 unità. Inoltre, si legge come i contratti a tempo determinato e parziale del personale ex A.U.S., in servizio presso l’ente siano finanziati con una quota a carico del bilancio comunale (€ 1.392.752,13) e con una quota a carico della regione Sicilia (€ 597.499,25 annui). Con l’art 30 comma 6 L.R. 5/2014 tutte le disposizioni recanti misure in favore dei suddetti lavoratori sono state abrogate e la Regione Sicilia interviene con un fondo straordinario ex art 30 comma 7 L.R. 5/2014; il citato fondo, ad oggi non è stato ripartito. SI PUÒ PRUDENTEMENTE PREVEDERE PER GLI ANNI 2015 E 2016 UN CONCORSO DELLA REGIONE SICILIANA PARI AL 50% DELLA SOMMA GIÀ EROGATA A TITOLO DI CONTRIBUTO PER I PRECARI AL 31/12/2013.

3. Infine, nella Deliberazione n. 17 del 26/02/2015, si legge che “in considerazione della mancata approvazione del Piano di riequilibrio finanziario da parte della Sezione Regionale di controllo per la Regione Siciliana della Corte dei Conti, NON SI E’ RITENUTO OPPORTUNO PROCEDERE A DARE ATTUAZIONE ALLE MISURE DI STABILIZZAZIONE E DI PROPOGA PREVISTE nel Programma Triennale Del Fabbisogno di Personale per gli Anni 2014-2016”, specificando che “le unità di personale a tempo determinato sono 85”.

4. Con DECRETO 24/07/2014 (pubblicato sulla G.U. Serie generale n. 186 del 12/08/2014), si è stabilito per il triennio 2014-2016, che il rapporto medio dipendenti-popolazione, per i comuni da 20.000 a 59.999 abitanti sia 1/133.

5. Tenuto conto che al 01/01/2014, secondo i dati ISTAT, la popolazione di Augusta è di 36.482 abitanti, i DIPENDENTI DOVRANNO ESSERE 274 unità! QUESTO LO DICE LA LEGGE E NON IL MOVIMENTO 5 STELLE!

In conclusione, SE ATTUALMENTE LE UNITÀ IN SERVIZIO SONO 274, POSSIAMO DORMIRE TUTTI SONNI SERENI! Se così non fosse, dobbiamo studiare il modo di mantenere il lavoro per tutti, partendo da quanto previsto dal su riportato comma 10 dell'art. 259, considerato che la Sicilia è una regione a statuto speciale, ovvero cercando altre soluzioni alternative. Se mai si dovesse operare una riduzione del personale a causa della dichiarazione di dissesto finanziario, la responsabilità non sarebbe né del Movimento 5 stelle, né della legge, ma solo delle precedenti amministrazioni che ci hanno lasciato la pesante eredità di 60 milioni di euro di debito!”.