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IL TAR SOSPENDE I LAVORI DEL MUOS, MA E TUTTO INUTILE
di Redazione (pubblicato il 02/03/2015 alle  14:44:30, nella sezione CRONACA,  876 letture)

muosAd oggi gli americani continuano alacremente a lavorare all’interno della stazione Muos di Niscemi perché pare non abbiano ricevuto alcuna notifica della sentenza del Tar, né alcun ordine di sospensione dei lavori. Insomma, la sentenza del Tar non è immediatamente esecutiva, abbisogna di alcuni passaggi burocratici che non sono stati compiuti e può essere appellata, come qualunque altra sentenza del Tribunale amministrativo regionale.

“Progetto per la Trinakria”, movimento nato a Siracusa che si batte assieme a tanti altri movimenti sicilianisti perché sia salvaguardata la salute dei cittadini dell’isola, aveva previsto che non si poteva cantare vittoria e che il Tar non avrebbe interrotto un iter voluto dagli americani con l’acquiescenza di Crocetta. Il grande radar niscemese fa parte di un sistema di ascolto planetario e senza di esso il sistema Muos mancherebbe di una delle gambe, mandando in tilt l’intera operazione i cui costi sono enormi. C’è un’altra considerazione da fare. La Sicilia non ha competenza in materia di difesa, e gli Usa sono garantiti da un patto sottoscritto molti anni fa, grazie al quale l’Italia s’impegnava ad ospitare strumenti di difesa.

L’Italia, così come ogni altro partner Nato, ha ceduto una parte della sua sovranità in cambio della difesa del suo territorio. Tra l’altro oggi il Muos è considerato un presidio di sicurezza irrinunciabile perché ad appena duecento miglia marine dalla Sicilia si è affacciato di recente il Califfato dell’Isis, che minaccia da vicino il nostro Paese. A ciò si aggiunga che l’opinione pubblica se ne frega delle preoccupazioni dei siciliani per i possibili danni alla salute causati dalle onde potentissime emesse dal sistema, ma, come si evidenzia da alcuni articoli pubblicati sul Corriere della Sera, taccia addirittura di egoismo l’opposizione locale che non vuole il Muos sul territorio dell’isola.

“Il Tar di Palermo, – si legge in un articolo - con una sentenza, bloccava la costruzione, nella locale base nato, della stazione di terra del Muos, il più avanzato sistema americano di comunicazioni satellitari a scopi militari, dando ragione al comune di Niscemi, che la definiva dannosa per la salute”. “La sentenza è stata accolta con esultanza dai bravi cittadini della zona… forse servirebbe una riflessione collettiva sul fatto che i danni alla salute, se la situazione in Nord Africa continuerà a deteriorarsi, potrebbero risultare maggiori di quelli che può procurare una stazione Muos”. Con queste premesse ritenere o sperare che sia dato l’ordine di smantellare il Grande radar, è da pazzi. Ma allora? Il problema della salute esiste e va posto con forza. Ma a chi importa? Negli anni sessanta ci hanno riempito di raffinerie e di industrie inquinanti perché eravamo morti di fame e ci dovevano portare il benessere economico, oggi non bastava che la Sicilia fosse già una “portaerei” Usa, con le sue basi aeree e navali, ma ci regalano ancora altri pericoli ed altri inquinamenti i cui effetti negativi scopriremo solo vivendo, se riusciremo a salvarci dal cancro e da altre calamità.