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SCRITTURA-PITTURA: TESTIMONIANZA STORICA ALLA CATANIA ART GALLERY
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 12/02/2015 alle  20:24:21, nella sezione ARTE,  744 letture)

Sabato 14 febbraio alle 18,00 si inaugura a Catania, nelle sale della Catania Art Gallery di via S. Michele 32/34, la mostra Scrittura-Pittura dedicata a Filiberto Menna, che vede esposte le opere di Tomaso Binga, Vitaldo Conte e William Xerra. Questa mostra vuole essere una testimonianza storica sulla Scrittura-Pittura nata negli anni ’80. Una sua particolarità, recepita da Catania Art Gallery, è costituita dall’avere avuto massima espressione proprio in Sicilia. La terra che ha ospitato la sua prima esposizione ufficiale, a Erice, allorché l’illustre storico dell’arte Filiberto Menna ne promosse un’importante esposizione dal titolo omonimo, con tappe successive a Gallarate, Milano, Roma nel 1987-88. Nel suo testo introduttivo indicava il variegato viaggio e colloquio della scrittura nei territori dell’immagine, attraversando decenni diversi: partendo da Capogrossi e Twombly, Novelli e Sanfilippo, Accardi e Perilli, ecc. La Sicilia ha visto anche il suo ultimo momento militante, in “Sottosuolo del linguaggio” (scrittura pittura scultura), Bagheria, Catania nel 1989, nel cui catalogo Menna scrisse il suo ultimo testo prima di morire. Questo nuovo appuntamento a Catania sarà espresso dalle opere di scrittura pittorica di tre fra i suoi protagonisti degli anni ’80 – Tomaso Binga, Vitaldo Conte, William Xerra – che hanno partecipato sin dagli inizi a questa avventura. In questa esposizione presenteranno opere del periodo insieme ad altre realizzate negli ultimi anni, anche come “rilettura” e allargamento di proposta. I percorsi espressivi dei tre artisti, pur accomunati nella medesima poetica, risultano differenti. Tomaso Binga “ha alle spalle un’acuta, e pluridirezionata ricerca sul linguaggio, verbale e iconico, dalle scritture asemantiche, e prima dalle dislocazioni di immagini fotografiche in contenitori oggettuali, alla sperimentazione, nella scrittura vivente, all’uso del corpo come scrittura, al dattilocodice” fino alla manipolazione pittorica di Biographic”. Vitaldo Conte “artista di raffinata intuizione poetica, agisce sui margini estremi della pittura e della scrittura, cogliendo uno speciale punto di confine”. Le sue grafie sono “dialettica figura-sfondo, dove figure sono organismi ameboidi, organici, aperti, fino a sfilacciarsi in frange e tentacoli (…) anche per l’analoga frequentazione di media fotografici e corporali”. William Xerra “camminatore inesausto delle contrade del segno e della visualità totale, è approdato ad una pittoricità che comprende tutte le esperienze precedenti e le sintetizza in un gusto favolistico di ascendenze classiche”. Le generazioni della scrittura pittorica, pur continuando a rimanere in una zona segreta dell’arte italiana, sono ormai pronte a svelare i “racconti” della loro seducente espressione. Non a caso per inaugurare questa mostra è stato scelto il 14 febbraio: il giorno di San Valentino. L’innamorato, infatti, è spesso un creatore di parole-immagini, che vogliono debordare dai confini stabiliti.