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SIAMO ANCORA OGGI DEI PREDATORI?
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 28/12/2014 alle  16:15:35, nella sezione EDITORIALI,  657 letture)

In ognuno di noi persistono tracce di un cervello antico, primordiale, dove albergano le passioni e gli impulsi predatori. Perché l’uomo primitivo era essenzialmente un predatore che doveva prevalere sull’ambiente circostante per cibarsi, quindi per sopravvivere e salvaguardare la sua prole. Questo ci portiamo appresso nel nostro dna e questo resiste anche oggi che non dobbiamo più cacciare per mangiare, né guardarci dal pericolo per salvare la pelle. Ancora oggi come i nostri progenitori vogliamo le femmine più belle e più prolifiche per perpetuare la razza, e loro, le donne, scelgono ancora il maschio più forte e più dotato per essere protette e mantenute. Naturalmente oggi non servono pelli di animali, né provviste di grano e nemmeno conquistare un regno, oggi per avere il potere serve il denaro e con questa motivazione si giustifica ogni nefandezza, ogni prevaricazione, sopraffacendo e corrompendo per nutrire al meglio il proprio io con la conquista dei simboli propri del potere odierno: ostentazioni di ricchezza, macchine ruggenti e donne bellissime per affermare anche e soprattutto la propria potenza sessuale. Come i pavoni aprono la coda o i cervi ostentano ramificate corna quali attrattivi richiami, gli uomini d’oggi ancora una volta ignorano etica e morale per accumulare denaro e privilegi, dominati ancora e sempre da una cieca ingordigia.