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CONVEGNO A PACHINO SUL FONDO DI SVILUPPO RURALE
di Redazione (pubblicato il 10/07/2014 alle  22:07:46, nella sezione CRONACA,  588 letture)

CONVEGNOHa avuto luogo al Palmento di Rudinì, in territorio di Pachino, il convegno su “La nuova programmazione 2014 - 2020 sul Fondo di sviluppo rurale (Fsr)”, organizzato dal movimento Sal. All’incontro sono intervenuti il sindaco di Pachino, Roberto Bruno, il dirigente dell’area programmazione dell’assessorato all’Agricoltura della Regione siciliana, Gaetano Cimò, il presidente del Consorzio di tutela Igp pomodoro di Pachino, Sebastiano Fortunato e il presidente del Centro Studi Mesogeios Sud Est, Nicolò Costa. Ha chiuso il convegno il deputato regionale Giambattista Coltraro, segretario della Commissione Attività produttive dell’Ars, che ha affermato: “Un appuntamento simile riveste una notevole importanza per una zona a vocazione agricola come Pachino, dove questo settore è stato per troppo tempo trascurato dalla politica, che ha sicuramente le sue responsabilità. Adesso per questo territorio, così pieno di ricchezze ma disorganizzato, è giunto il momento di cambiare e questo può avvenire solo se tutti, istituzioni, centri di ricerca, università e imprese, agiscono insieme”. Combattere la grande concorrenza con il frazionamento dell’offerta locale è impensabile e l’onorevole Coltraro ha ribadito: “Bisogna lavorare all’interno di un’organizzazione comune, che si chiami rete di imprese, patto territoriale, dove non devono mancare il Comune, il Consorzio di tutela Igp pomodoro di Pachino e le principali organizzazioni di produttori. L’altra strada da seguire è quella della qualità. Oggi è assurdo pensare di poter affrontare i problemi dell’agricoltura con un prodotto che non viene qualificato e tracciato. Per provare a dare una boccata d’ossigeno a un settore come quello agricolo, da troppo tempo in crisi, bisogna infatti puntare su un prodotto di qualità, certificarlo, infine promuoverlo in maniera adeguata. Il Fondo di sviluppo rurale rappresenta in tal senso una straordinaria opportunità che però non può e non deve essere sfruttata da una singola impresa ma da tutto il territorio in maniera compatta”.