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EDITORIALE DI FEBBRAIO
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 10/02/2012 alle  17:42:28, nella sezione EDITORIALI,  1094 letture)

E, finalmente, l’euro ha realizzato il miracolo economico. Ma in senso contrario. La crisi dei mercati e l’innalzamento delle tasse voluto da Monti per ubbidire ai diktat della BCE, hanno colpito, forse per la prima volta nella storia, i ceti medi, nerbo dell’Italietta benpensante. I privilegiati del posto fisso, gli ottimisti, i baciati dalla fortuna, diventati vicini di casa dei proletari brutti, sporchi e cattivi. Gli altri, quelli più sotto, quelli che già da tempo facevano la fame e oggi al massimo devono tirare avanti con pochi euro al mese, quelli morti di fame erano e morti di fame sono rimasti, prima e dopo l’avvento della crisi. Ma il ceto medio, quello dei due stipendi in famiglia o del professionista a reddito soddisfacente, sta ora andando in picchiata verso un’incapacità di risparmiare, un’impossibilità di spendere, appena limitata, e solo per ora, dalle rinunce possibili. Infatti, se i poveracci sono brutti è perché non possono farsi i denti, operazione quanto mai dispendiosa alle attuali tariffe esercitate dal clan dei dentisti, né possono andare dall’estetista e dal parrucchiere. Ma il ceto medio ancora se li faceva i denti, e ancora andava dal parrucchiere e dall’estetista o in palestra, ma ora deve limitare altre uscite: non legge più, per esempio, o non viaggia più o va meno al ristorante (altra zona calda degli aumenti indiscriminati e incontrollati) o magari rimette per più stagioni lo stesso vestito o torna, come i nonni, a far risuolare le scarpe. Si dice che il basso ceto, “il popolo bue” non provoca spostamenti epocali di consensi, non cambia il corso della storia. Ma il ceto medio, quello si che è destabilizzante: dove andranno a parare (elettoralmente parlando) i colletti bianchi, la maggioranza silenziosa, la società civile, coloro che avevano perso l’abitudine di pensare al bisogno come a un fatto della vita reale, chi pensava di avere il necessario e anche il superfluo, chi sentiva parlare dei morti per fame nei telegiornali di mediaset come cose lontane, da terzo mondo, con la stessa indifferenza che si prova per le notizie metereologiche o per i bollettini delle autostrade. Ora stanno tremando anche loro, i medi borghesi, perché le loro sicurezze vanno a rotoli, perché il divario con i veri ricchi si fa incolmabile e non fa nutrire più illusioni, perché la forbice con i veri poveri si assottiglia e crea angosce esistenziali. Infatti nell’olimpo degli dei la realtà nuova viene fagocitata velocemente: la Fiat tracolla perché si vendono meno utilitarie, ma la Mercedes o la BMW aumentano la produzione di suv e di autovetture da 100.000 euro, destinate naturalmente a ben altro mercato, ai ceti ricchi, ai ceti ad alto reddito. La maggioranza silenziosa, i borghesucci piccoli piccoli, stanno ricevendo mazzate e presto prenderanno piena coscienza della realtà: allora il consenso si sposterà? Masse di elettori cambieranno drasticamente il loro pensiero politico? Vedremo che aria tira nelle prossime elezioni, dopo questo periodo di sospensione della democrazia, sacrificata sull’altare del moloc europeo. Vedremo se la rivolta del ceto medio sull’orlo dell’abisso cambierà qualcosa nell’assetto politico, favorendo il favoleggiato rinnovamento della politica e la rottamazione di chi ci ha rovinato l’esistenza.

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