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ANCORA E SEMPRE LA ZONA INDUSTRIALE CI DELIZIA CON I SUOI (PESSIMI) ODORI
di Redazione (pubblicato il 17/09/2015 alle  20:01:20, nella sezione CRONACA,  674 letture)

industriaE’ il tormentone di sempre: su tutto il territorio del comune di Augusta si avvertono terribili esalazioni puzzolenti provenienti dalla zona industriale. Non è la prima volta e non sarà l’ultima che questo succede ma il fenomeno pare aggravarsi sempre più e i cittadini cominciano chiedere a gran voce che qualcuno provveda ad accertare anche la loro effettiva incidenza sulla salute umana. Si tratta di un odore nauseabondo di uova marce che è quello dei prodotti petroliferi di raffineria e che colpisce sempre più spesso, complici anche i venti e le condizioni atmosferiche. Presso la sede Arpa di Siracusa si sono convocati periodicamente tavoli tecnici di lavoro tra l’ente preposto e le industrie coinvolte, al fine di evitare e prevenire il ripetersi di tali eventi. Ma a quanto pare nulla si è fatto per risolvere il problema, anzi, con la cessione ai russi della Lukoil degli stabilimenti Isab, pare che ben poche risorse siano state devolute alla manutenzione degli impianti e alla loro messa in sicurezza. Da allora ad oggi le emissioni nel quadrilatero industriale Melilli, Priolo, Augusta e Siracusa non sono state bloccate e nemmeno ridotte. Tutti sono convinti che le emissioni che si è costretti a respirare non siano soltanto maleodoranti, ma tossiche e inquinanti. Bruciano e lacrimano gli occhi e viene il mal di gola. È un diritto di ognuno sapere se è soltanto una questione di cattivo odore o se c'è in gioco qualcosa di più importante. La salute è uno dei primi diritti di ogni cittadino. Proprio recentemente, tramite una nota associazione ambientalista, una donna di Augusta aveva rivolto una preghiera, in seguito a dei persistenti fenomeni di odorizzazionimoleste: " Non voglio morire di cancro, ho tanta paura di morire". Basterebbe anche solo la preoccupazione, l’angoscia che sopravviene, anche in assenza di reale pericolo, a giustificare la protesta. Si tratta di convivere con una sensazione bruttissima di pericolo incombente, di minaccia alla propria salute. Numerose le segnalazioni di forti odori nauseabondi percepiti dalla popolazione augustana, fenomeno che riaccende i riflettori sull'effetto che il polo petrolchimico sortisce quotidianamente sulla popolazione. Non solo conseguenze per la salute, dunque. Non solo statistiche, numeri e percentuali di malati terminali. Un disturbo alla normale vita che viene dal senso di sfiducia e di sconforto percepito dagli abitanti: è viva la sensazione che non ci sia abbastanza trasparenza nelle modalità con cui le aziende operino all'interno degli impianti, che non ci sia possibilità di intervento sulla gestione di questa che oramai è una cattedrale nel deserto, ma che durante la metà del secolo scorso era vista dalla gente come un’opportunità di benessere economico. Oggi tutto è cambiato. Oggi si ha la piena consapevolezza che il lavoratore dell’ industria è un soggetto a rischio, esposto a devastanti tumori, e che a rischio è anche la popolazione civile del territorio, quale “danno collaterale” di una sporca guerra giocata sulla pelle dei cittadini.

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