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di Redazione (pubblicato il 11/05/2022 alle  16:40:19, nella sezione EVENTI,  410 letture)























La mostra collettiva d'arte contemporanea "I colori dell'anima" è stato un primo appuntamento culturale dopo l'estenuante pausa per la pandemia, in Ortigia, esattamente nella Mediterranean Art Gallery sita in via Dione 21, ed ha visto esposte le opere di Monica Genovese, Raimondo Raimondi e Claudio Schifano. Ora un nuovo appuntamento avrà luogo sabato 14 maggio alle ore 18,30 con la presentazione delle sillogi di poesie "La vita camminava a piedi nudi" di Raimondo Raimondi e "Lievito padre" di Salvatore Randazzo. Sarà una conversazione tra i due autori mentre alcune poesie verranno interpretate da Elisabetta Tagliamonte e Lalla Bruschi. Alla conversazione seguirà un POETRY SLAM, organizzato dal collettivo Poetaretusei432. La gara sarà valida per il campionato nazionale di poetry slam 2021/2022 del circuito SLAM ITALIA. Il vincitore della gara, pertanto, si qualificherà alla Finale Nazionale, che si svolgerà, con ogni probabilità, a Milano nel mese di settembre. Per l'iscrizione alla gara scrivere a: poetaretusei432@gmail.com L'evento, collaterale alla mostra d'arte, come si è detto è fissato per SABATO 14 MAGGIO a partire dalle 18:30. Mascherina obbligatoria. LE REGOLE DELL'ORTIGIA POETRY SLAM: I poeti leggeranno una poesia ciascuno, a tema libero, e verranno votati da una giuria formata da 3-5 spettatori; i poeti leggeranno una seconda volta e verranno votati nuovamente; i voti dei 2 round verranno sommati; alla luce della classifica parziale, solo i primi 3 leggeranno per l'ultima volta e verranno votati; il vincitore si qualificherà alla Finale Nazionale. I primi 3 classificati riceveranno opere dei Maestri Raimondo Raimondi, Claudio Schifano e Giuseppe Abisso. Hanno aderito alla gara (fino al momento in cui questo articolo viene pubblicato) i poeti: Pamela Nicolosi, Azzurra Lo Bello, Eleonora Marletta, Malè, Paola Salmé, Antonella Manca, Alessandra Corso, Maria Bisignani, Ludovico Leone ICO, Fabio Lantieri.
 
di Redazione (pubblicato il 26/04/2022 alle  19:23:36, nella sezione ARTE,  405 letture)
Sarà inaugurata sabato 30 aprile alle 18,00 negli spazi espositivi della Mediterranea Art Gallery di via Dione 21 in Ortigia la mostra collettiva d'arte contemporanea dal titolo "I colori dell'anima", che vede esposte le opere di tre artisti che operano nel territorio siracusano: Monica Genovese, Raimondo Raimondi e Claudio Schifano. Si tratta di una ripartenza dopo due anni di inattività segnati dall'emergenza covid che ha visto scomparire dal centro storico tutte le attività legate all'arte e alla cultura. Ora, per quanto ancora sussistano impedimenti prudenziali, complice l'arrivo della bella stagione, si può cominciare a pensare a mettere in cantiere qualche iniziativa. Tre, abbiamo detto, gli autori che presentano le loro opere. L’opera pittorica di Monica Genovese è basata preva¬lentemente sul gesto e sul colore, elementi unificati dal collante delle sue personalissime emozioni e sensazioni. La sua astrazione è luminosità proveniente dal cosmo, la sua radice non è, come può sembrare al primo impatto, l’action painting americana, ma è una ricerca assai più sapiente ed elaborata nel campo della sintesi, quella che lei stessa chiama fluid painting, in cui il dato pittorico viene filtrato attraverso l’interpretazione dell’artista e viene trasmesso con il suo mezzo ortografico e filologico: il segno. Segno rappresentato da guizzi e tocchi fuggevoli e nervosi con i colori che si affiancano, si sovrappongono, si amalgamano e si stendono puri. La pittura concettuale di Raimondo Raimondi si srotola davanti agli occhi del fruitore, non accetta di restare contenuta nel limite di una tela e allora straripa, tracima, non trattiene la smania di vita passata, presente e futura e inonda la superficie prendendo forma ben oltre essa mediante schizzi di colore su figure e scritture e sembianti inusitati, forme d’insopprimibile necessità espressiva, autentica, limpida nella dichiarazione d’esordio del dipinto che non chiede d’essere visto, che risponde soltanto al richiamo trascendente dell'artista, che esprime così colore e vita. I colori e le forme nelle opere di Claudio Schifano convivono piacevolmente mossi da una brezza che li rende dinamici, luminosi e brillanti. Sono opere che esprimono una luminosa serenità e una commovente gioia di vivere. La ricca gamma cromatica e il disegno forte, escavatore di forme, concorrono a risultati di armonia che traspare anche nella scelta dei soggetti dipinti che sono caratterizzati da una rappresentazione serena, rispecchiata dall'equilibrio formale dei paesaggi che testimoniano l'attaccamento alla sua terra, alla cultura mediterranea, ma al tempo stesso appartengono alla tradizione informale. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 15 maggio nei giorni di venerdì, sabato e domenica con orario 10,00-12,00 e 18,00-20,00.
 
di Redazione (pubblicato il 23/04/2022 alle  13:48:39, nella sezione EVENTI,  417 letture)
La Deputazione della Cappella di Santa Lucia presenta Ad lucem, un evento fortemente voluto con la ripresa dei festeggiamenti della Santa Patrona sospesi per ben due anni a causa della pandemia. Un evento molto atteso, che si terrà nella splendida cornice della Chiesa di Santa Lucia alla Badia a Siracusa in occasione della “Festa del Patrocinio”. Si tratta della donazione di una scultura in argento e pietre preziose alla Santa della Luce, la Vergine Martire Siracusana Lucia. Un vero e proprio Ex Voto realizzato a quattro mani dai due artisti siracusani Carlo Izzo e Pietro Marchese. Un progetto unico, accompagnato da una mostra di studi e bozzetti fatti per l’occasione che si terrà nello splendido spazio del Parlatorio di S. Lucia alla Badìa. Un luogo di elevato valore simbolico che ha ospitato per lungo tempo nell’altare centrale il quadro del Caravaggio “Il Seppellimento di Santa Lucia”, oggi ritornato nella sua sede originaria presso la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro in Borgata. Con questo progetto i due artisti siracusani intendono sigillare un’amicizia attraverso la realizzazione di un’opera scultorea, un’opera che verrà donata simbolicamente a tutti i siracusani nel solco della tradizione luciana. Un oggetto d’arte offerto in dono alla divinità Cristiana della Luce “S. Lucia”, opera che andrà ad arricchire il prezioso patrimonio della Deputazione di S. Lucia in Cattedrale, con l’auspicio di un ritorno alla normalità, alla pienezza della vita e alla sua bellezza espressa attraverso l’arte e la fede. Un simbolo artistico per decretare la sconfitta del Covid attraverso la fede cristiana ma anche un ritorno ai festeggiamenti di S. Lucia e al suo folclore, dopo lo stop forzato, determinato dalle norme di contenimento dei contagi. Quindi tornerà la “Festa del Patrocinio”, festa conosciuta come “Santa Lucia delle Quaglie” che vedrà sfilare a maggio lo splendido simulacro argenteo in una processione tanto sentita e amata dai siracusani. Un oggetto d’arte, quello creato da Izzo e Marchese, che si traduce in un gesto d’amore e che assume un significato ancora più profondo se consideriamo la funzione dell’oggetto medaglia e delle sue due facce, ovvero come oggetto sacro ma anche commemorativo. La mostra promossa dalla Deputazione della Cappella di Santa Lucia sarà aperta al pubblico dal 30 aprile al 15 maggio ed è curata da Loredana Pitruzzello.
 
di Redazione (pubblicato il 14/04/2022 alle  18:51:29, nella sezione CRONACA,  361 letture)
Si è svolta a Siracusa l'assemblea annuale della SOCIETA’ DEI RADICALI "Elio Vittorini" che si è aperta con l'espressione dello sgomento per le atrocità perpetrate dall’esercito russo nel corso della guerra di invasione avviata il giorno 22 Febbraio 2022 contro l’Ucraina. Il sodalizio condivide l’iniziativa di Radicali Italiani, che già dal giorno 11 Marzo 2022 ha sollecitato tutti, forze politiche e cittadini, a sostenere, con la raccolta di firme, una petizione popolare per l’incriminazione del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin davanti alla Corte Penale Internazionale dell’Aja, per crimini di guerra e contro l’umanità in Ucraina. Altri temi trattati: l’impegno sull’emergenza nazionale delle problematiche della “vita carceraria”, con la pubblicazione sul periodico “Il Mondo”, nei due anni trascorsi, di una serie di articoli su questo tema a firma di soci. Quello dell'edizione e della diffusione de "Il Mondo" è un impegno da portare avanti nel tempo occupandosi non solo dei temi scottanti delle politiche carcerarie, ma anche della legalizzazione dell’uso della “cannabis”, che mira a sottrarre alle mafie vasta parte di mercato e i conseguenti profitti, nonchè a conseguire una maggiore libertà nel condurre ricerca scientifica pura e applicata allo sviluppo di nuove terapie per svariate malattie e a rendere accessibile in tutto il Paese la cannabis ad uso terapeutico. Altro tema è la problematica generale del “fine vita”, rispetto al quale l’associazione, preso atto con rammarico della pronuncia da parte della Corte Costituzionale di inammissibilità del referendum per la legalizzazione dell’eutanasia, esprime soddisfazione per l’approvazione, da parte della Camera, della legge sul suicidio assistito, ma al contempo preoccupazione per la discriminazione che tale disegno di legge pone nei confronti dei pazienti oncologici terminali e di altri pazienti che non siano tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitali, impossibilitati ad accedere all’aiuto alla morte volontaria. Con riguardo al fenomeno migratorio, che nei due anni trascorsi ha subito in tutta Europa un’evidente accelerazione, prima con i profughi siriani e oggi con quella che si annuncia una migrazione di proporzioni fuori dall’ordinario, cioè dei profughi ucraini, l’associazione, che aderisce incondizionatamente all’iniziativa in sede comunitaria per l’accoglienza di questi ultimi, si propone ora di promuovere iniziative tendenti ad informare, anche sul periodico già richiamato, i cittadini sullo stato delle legislazioni, nazionale e di altri Stati dell’U.E., in materia di immigrazione, auspicando tra l’altro l’archiviazione definitiva della Legge Bossi-Fini del 2002 e sollecitando il Parlamento sull’esame della già richiamata proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero”; che possa porre, e imporre, il lavoro “come motore di una vera integrazione, che unisca umanità e legalità”. Ha avuto luogo quindi l'elezione degli organi direttivi della Società dei Radicali che ha visto confemare Vincenzo Pennone alla presidenza dell’associazione per l’anno 2022; Riccardo Fichera Segretario; Francesca Turano Campello Tesoriere; Raimondo Raimondi Vicepresidente Vicario; Davide Sbrogiò Vicepresidente aggiunto. Elio Cappuccio, Adriana Canclini, Edoardo Petagna, Raimondo Raimondi, Fabio Moschella e Giovanni Boscarino sono stati eletti componenti del Consiglio Generale dell’associazione “Società dei Radicali Elio Vittorini” per l’anno 2022.
 
di Redazione (pubblicato il 06/04/2022 alle  09:03:14, nella sezione ARTE,  379 letture)

Domenica 10 aprile alle ore 18,00 si inaugura a Siracusa una nuova realtà artistica dopo due anni di assoluta inattività di un settore fortemente penalizzato dalla pandemia che ha bloccato manifestazioni culturali e afflusso turistico. Si tratta della Mirabella Art Gallery ospitata nelle splendide sale dai soffitti affrescati del Palazzo Abela – Danieli al civico 23 dell'omonima via Mirabella nel centro storico dell'isola di Ortigia. La galleria è posta al primo piano del palazzo risalente al XV secolo. La sua denominazione fa riferimento alle famiglie che ne furono proprietarie: Abela e Danieli e rappresenta un ragguardevole esempio di quell’architettura tardo-medievale che rispecchia lo stile della corona d’Aragona che a Siracusa poteva vantare una tra le più prestigiose sedi della Camera Reginale. Esiste infatti una Siracusa aragonese – catalana che si svela agli occhi del visitatore in maniera inaspettata nelle zone d’ombra ortigiane, nei suoi cortili, nei suoi vicoli, che ammalia con i suoi dettagli, con le sue scale a cielo aperto, con le sue logge, comunicando la valenza di una storia urbana antica e anche le trasformazioni subite nei secoli. Prova questa, non solo del fatto che il terremoto disastroso del 1693 non distrusse del tutto Siracusa, ma anche di come la città avesse un ruolo determinante nel Mediterraneo durante il Regno d’Aragona.
La galleria sarà gestita dallo scenografo Tony Fanciullo, noto operatore culturale del territorio che ha spesso validamente collaborato con l'INDA e curato le scenografie del Moscow Ballet diretto da Armando Randazzo. Ospiterà una ricca collettiva di opere di artisti del calibro di Fiume, Fanciullo, Parmigiani, Rotella, Messina, Schifano e le foto di Alessia Ancona. Inoltre alcune sale saranno dedicate alle fotografie di scena delle rappresentazioni classiche, opere di Franca Centaro, dal titolo "Il Teatro Racconta".
La serata inaugurale del 10 aprile sarà introdotta dal presidente di Mirabella Art Gallery Maurizio Provenza e presentata dal critico d'arte e scrittore Raimondo Raimondi che espone in galleria anche una sua opera pittorica. Un evento da non perdere per godere di belle opere d'arte ma anche per visitare un palazzo di grande pregio architettonico che non tutti i siracusani conoscono.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 16/02/2022 alle  19:20:05, nella sezione CRONACA,  382 letture)

















E' stato il Procuratore della Repubblica di Siracusa dott.ssa Sabrina Gambino a rivolgere un cordiale benvenuto ai 22 Pubblici Ministeri provenienti dall’Africa, dal mondo arabo, dall’Asia, dall’Est Europa e dall’America Latina che stanno approfondendo le Linee Guida per i Pubblici Ministeri nei Procedimenti per I Reati contro i Giornalisti elaborate dall’Associazione Internazionale dei Pubblici Ministeri (International Association of Prosecutors - IAP) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Istruzione, la Scienza e la Cultura (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization - UNESCO), in collaborazione con il Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights. Al termine, il Procuratore della Repubblica ha raccolto, nel corso di una riunione ristretta, le congratulazioni del Presidente del Siracusa Institute Jean-Francois Thony, del Presidente dell’Associazione Internazionale dei Pubblici Ministeri, Cheol-Kyu Hwang e del Direttore della Sezione “Libertà di Manifestazione del Pensiero e Sicurezza dei Giornalisti” dell’UNESCO, Guilherme Canela, per il contributo di conoscenza offerto ai partecipanti. Il corso proseguirà sino al giorno 18 febbraio con l’obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti operativi per la conduzione delle indagini e dei procedimenti penali nei reati contro I giornalisti e gli operatori del settore dell’informazione e di verificare la funzionalità dei meccanismi per la protezione dei giornalisti e delle loro fonti.
 
di Redazione (pubblicato il 12/02/2022 alle  18:50:28, nella sezione LIBRI,  410 letture)





















Il nuovo libro di Raimondo Raimondi dal titolo La vita camminava a piedi nudi è prenotabile nei vari store di internet ( Amazon libri, Mondadori store, laFeltrinelli ) ed è pubblicato per i tipi delle edizioni "Il foglio letterario" di Gordiano Lupi, con una lunga prefazione di Tommaso Cimino, docente di letteratura e fine poeta lentinese, e una copertina opera della pittrice milanese Teresa Implatini. Contiene sessanta poesie inframmezzate da numerosi miei disegni, ed è la terza raccolta pubblicata dalle edizioni Eif dopo "Rapsodia della Rinascita" nel 2018 e "Tempo sospeso" nel 2020. In questa silloge l'autore parla soprattutto dell'adolescenza, degli amori giovanili, delle illusioni e dei rimpianti ora che la maturità avanza ed è già bruciata di consapevolezza, infarcita di una saggezza che ingrigisce ogni candore. Affronta anche temi meno intimisti, la guerra, l'immigrazione, il mistero, il dolore e la confusione di questa nostra società che pare aver smarrito la propria umanità. Tommaso Cimino nella prefazione parla di ibridazione delle forme di esercizio poetico con riferimenti antichi e modernissimi, e di alternanza delle immagini con la parola poetica. La poesia sarebbe quindi, sotto questo punto di osservazione, una galleria a due piani, dove si fronteggiano disegni rielaborati, resi essenziali nei tratti che disseccano l’oggetto per esaltarne una carnalità diafana e però più prorompente, ed i versi, che non sono intesi come didascalie di servizio dell’immagine, e chiamano una loro autonomia pur nel dialogo incessante con la figurazione. Opere in cui i volti delle donne sono delle istantanee di certo reali, ma non sono dei ritratti, piuttosto delle evocazioni di un altrove che si mescola con quello chiamato alla coscienza del lettore dalle poesie sulla pagina accanto.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 05/02/2022 alle  17:47:24, nella sezione ARTE,  436 letture)

























Un grande murale campeggia sulla parete di una casa in Ortigia, all'imbocco della Graziella, nei pressi del carcere borbonico: ritrae Salvatore Accolla e il suo cane Righel. E' un'opera di street art dell'artista brasiliano Marcos Gia Fernando che ha voluto commemorare il pittore ortigiano recentemente scomparso che tutti ricordano con affetto. Durante la sofferta esistenza di Salvatore Accolla abbiamo potuto assistere a uno di quegli eventi strordinari che si sono verificati ogni tanto nella storia dell'arte contemporanea: la scoperta e la condivisione di un artista, che d'improvviso, dai più celati vicoli di Ortigia esplose grazie a giornalisti, critici, mercanti d'arte e alla rappresentazione dei media nazionali, divenendo in un breve lasso di tempo un fenomeno degno di essere esposto nei templi istituzionali dell'arte. Salvatore Accolla è diventato, nell'immaginario di chi ne è venuto a contatto, un personaggio che ha operato nel fiabesco e idillico mondo di Ortigia, un pittore "bohemienne" che viveva alla giornata, ma che nell'arte pittorica aveva ritrovato una dimensione personale, una dignità espressiva, una valvola di sfogo per le sue innate capacità, contrappeso a un quoti¬diano incerto. L'arte per Accolla era la ragion d'essere, il significato-significante dell'umana esistenza, una luce nel buio della vita. E questa passione, questa assoluta unicità di vocazione, traspare tutta nelle sue tele riempite di getto, con pennellate ampie, vigorose, a volte pressoché mo¬nocromatiche, a volte invece capaci di cromatismi delicati ed audaci, rarefatte le forme ai limiti del figurativo, ai confini con l'espressionismo astratto. Una voce del sangue, quella pittura di Accolla, priva di fondamenta teoriche o di stratificazioni culturali, uno spontaneismo incanalato in una tecnica cromatica rapida ma di indubbio effetto. Spesso il pittore eseguiva velocemente le sue opere ma, allorché rallentava i suoi ritmi forsennati, appariva chiara una naturale capacità crea¬tiva e compositiva, insieme ad una inventiva cromatica che negli ultimi tempi veniva più correttamente eseguita e ancor più consapevolmente curata. Era un pittore spontaneo il nostro Salvatore, di sapore naive, affetto da una frenesia creativa che lo portava a dipingere quadri su quadri che un tempo smerciava sui marciapiedi di corso Matteotti ai tanti suoi estimatori che dimostrarono nel tempo di apprezzare la sua arte, la sua vena creativa a volte visionaria, a volte frutto di palpabili tormenti interiori. Questi appassionati hanno assorbito centinaia e centinaia di quadri che troviamo un po’ ovunque: negli uffici pubblici, nei ristoranti, nelle case private. Poi Accolla fece un passo in avanti esponendo le sue opere in varie gallerie d’arte nelle quali ancor più fu tangibile l’attrazione esercitata dai suoi colori e dalle strane forme dei suoi soggetti preferiti. Le sue tele, infatti, rimaste a futura memoria, raffigurano animali, barche, gatti, tetti, arlecchini e rivisitazioni personalissime di opere famose, un infinito caleidoscopio di figurazioni cromatiche, veramente tantissime opere che, comunque le si voglia giudicare, hanno tutte un denominatore comune, una personalissimo linguaggio che, già di per se, è un risultato difficile da raggiungere in campo artistico. La riconoscibilità immediata di un quadro di Accolla, la tipicità della sua tematica e della sua cromia, fa si che, anche quando il soggetto ritratto potrebbe essere giudicato apparentemente banale, l’opera riesce comunque ad assumere una grande valenza estetica. Le opere di Accolla furono presentate al pubblico qualche anno fa nei prestigiosi locali della Galleria Civica di Montevergini a Siracusa ma poi l'artista dovette attendere una appassionata d'arte del nord Daniela Rosi, responsabile Lao Art e docente di "Progettazione per la pittura" all'Accademia di Belle Arti di Verona, che, folgorata sulla via di Ortigia, definì il nostro un artista "fuori serie" organizzandogli a tamburo battente una mostra a Torino, presso il Polo delle Arti Relazionali e Irregolari a Palazzo Barolo, in tal modo arricchendo di un ulteriore importante tassello la sua carriera pittorica. Una parte della produzione di Accolla fu raccolta in un grosso, poderoso volume di 500 pagine che riguarda però soltanto le opere eseguite dal 2001 al 2004, la cosiddetta "Collezione Ortigia" nella quale troviamo campioni esemplari di tutta la vasta tematica del pittore naive. Nel dettaglio, anzitutto animali: cavalli scalpitanti e uccelli in volo a simboleggiare l'anelito verso la libertà, negata all'artista in tanti anni della sua vita tormentata, pazienti asini che tirano carretti e buoi delle campagne siciliane, e i gatti, tanti gatti, i gatti di Ortigia, solenni e sornioni, accanto a un bestiario esotico fatto di leoni, giaguari, elefanti, fascinazione che Salvatore Accolla, come Antonio Ligabue, pittore naive a lui così vicino per vicissitudini di vita e ispirazione pittorica, subiva per quella autorevolezza e insieme ferocia degli animali africani, liberi nelle savane. E poi le barche: panciute, a riposo sulle spiagge e nelle calette, le barche dei pescatori di Ortigia, e ancora composizioni dedicate alla figura del Cristo, testimonianza di una religiosità primitiva di Accolla, e tante tantissime nature morte e infiniti paesaggi, quadri in cui il riferimento a Giorgio Morandi nella coloristica e nelle forme appare evidente per quanto sicuramente spontanea e non voluta. E infine una serie di volti e ritratti che richiamano incredibilmente l'espressionismo tedesco di Otto Dix e di George Grosz. Ebbene c'è di tutto nella pittura di Accolla: tracce perfettamente amalgamate, digerite e rimesse a nuovo nell'abito poetico del pittore di strada, riflessi della memoria di un uomo non colto ma che ha saputo stratificare dentro di se, in modo inconscio, i colori e le tematiche di Matisse, Cezanne, Carrà, De Chirico, Modigliani e Morandi, di tutti quegli artisti che l'hanno preceduto e che hanno fatto della pittura una ricerca non solo estetica ma soprattutto esistenziale. Egli aveva forse un vantaggio su quegli artisti che hanno tentato di ridiventare bambini, quello di esserlo fondamentalmente a dispetto dell'età e delle offese della vita. E i bambini hanno questo potere: più sono ignoranti (nel senso di inconsapevoli delle loro virtù) e più ci forniscono "esempi ricchi di lezioni e si deve per quanto possibile preservarli da ogni corruzione" - come diceva Paul Klee nel suo diario. Ecco, probabilmente questa è una possibile chiave di lettura: la pittura come gioco, come espressione della parte infantile dell'animo umano, laddove, sfuggendo alla razionalità saggia dell'età adulta, la creatività incontra nelle praterie del cielo un mondo fantastico, fiabesco, incontaminato e seducente. Il regista Paolo Boriani effettuò con lui giorni e giorni di riprese per ricavarne un film. Il titolo del lungometraggio fu "Accolla e il cavallino rosso a Siracusa", ambientato in un'isola nell'isola, Ortigia, dov'era la casa di Salvatore Accolla che pareva la casa di Van Gogh, un film che raccontava la storia del pittore, che raccontava la follia. Cosa è follia e cosa non è follia ma genialità incompresa. Ora questo imponente murale di Marcos Gia Fernando, collocato nella Graziella, quartiere di quell'Ortigia che Accolla amava, consegna ai siracusani la memoria di questo artista, sfortunato per le vicissitudini della vita, ma fortunato per aver ricevuto il divino dono della creatività.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 26/12/2021 alle  18:41:00, nella sezione EVENTI,  514 letture)

























Dal 25 dicembre al 3 gennaio l'Antico Mercato di Ortigia ospita l'evento "Taumàsios" organizzato da Tony Fanciullo che presenta al suo interno momenti e spazi dedicati alle scenografie realizzate per gli spettacoli classici dell'Inda e opportunamente recuperate, assieme a opere d'arte di vari autori tra cui Musante, Rotella, Schifano, Di Carlo, Saverio Bertrand, Iano e Tony Fanciullo, Gaetano Carnemolla, le foto d'arte di Maurizio Zivillica e con la partecipazione dell'Associazione Angolo Arte Terapia. La direzione artistica dell'evento è affidata a Maria Anastasia Fanciullo, le relazioni col pubblico a Nicolò Fontana. Tra i primi a visitare l'evento, che gode del patrocinio del Comune di Siracusa, dell'Inda e dell'Accademia d'Arte del Dramma Antico, il noto cantante Colapesce.


 
di Redazione (pubblicato il 14/12/2021 alle  20:32:16, nella sezione ARTE,  359 letture)
Si potrà visitare fino al 14 marzo 2022 a Palermo nelle sale di Villa Zito, sede della Pinacoteca della Fondazione Sicilia, la mostra "Isgrò Dante e la Sicilia" curata da Marco Bazzini e Bruno Corà. Promossa da Fondazione Sicilia e Amici dei Musei Siciliani in collaborazione con Archivio Emilio Isgrò e la partecipazione di Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese, la mostra presenta una ventina di opere a tema dantesco provenienti da collezioni pubbliche e private che, dal 1966 ai lavori più recenti, raccontano sinteticamente il multiforme e profondo rapporto che Emilio Isgrò ha avuto con la cancellatura, che in questa occasione si è concentrata sul “De vulgari eloquentia” di Dante. L’esposizione celebra il trentesimo anno dalla nascita della Fondazione Sicilia e la recente acquisizione alla sua collezione del Seme d’arancia su pietra siciliana, opera di Emilio Isgrò che sarà presentata il 5 marzo 2022 a Palazzo Branciforte, prestigiosa sede della Fondazione restaurata da Gae Aulenti. Negli oltre cinquant’anni della sua attività artistica, Isgrò ha sempre avuto un corpo a corpo con l’opera dantesca. Per chi nasce poeta non poteva essere altrimenti. Fin da quando ha iniziato a cancellare parole e figure su materiali a stampa, la figura e i testi del sommo poeta sono stati oggetto di una sua riflessione nonché di una salvifica copertura attraverso la cancellatura, ormai riconosciuta a tutti gli effetti come l’originale linguaggio artistico a cui ha dato vita e che lo ha reso famoso uno degli artisti più importanti a livello internazionale. Quasi Isgrò volesse dar prova reale, per parodiare le stesse parole di Dante scritte nel XIII canto del Paradiso, “che sol per cancellare” si scrive o si disegna. Le prime opere dedicate all’autore della Divina Commedia risalgono alla metà degli anni sessanta del secolo scorso e proprio al grande capolavoro sono dedicate. A questa seguono molti altri tomi cancellati nei più diversi anni, alcuni anche “dipinti” con il colore bianco come quelli dedicati al Paradiso nei primi anni ottanta, fino ad arrivare al grande monumento realizzato per la IULM di Milano. Lo stesso Dante è stato soggetto di numerosi lavori tra cui quello di poesia visiva in cui si legge che “Dante and Beatryce never meet”, quasi un’anticipazione del concettuale per la carica tautologica che esprime. Ad accompagnare la scritta sono linee e frecce disposte in parallelo. Oppure, Isgrò di Dante ha ripreso il ritratto a figura intera “nascondendolo” sotto una griglia di cancellature nere o bianche, come nelle grandi tele realizzate negli ultimi anni. Stessa sorte è toccata ad Alessandro Manzoni e a molti altri (Galileo Galilei, Giacomo Puccini, Giotto, ecc.) a dimostrazione di come Isgrò si sia sempre confrontato con la cultura alta di tutti i secoli rendendola però comprensibile al più vasto pubblico attraverso il linguaggio rivoluzionario e penetrante della cancellatura. Potremmo dire che quanto Dante ha fatto con la lingua, trasformarla in qualcosa che permetteva di parlare di tutto, Isgrò ha fatto con la cancellatura: infatti, ora questa permette di dire molte più cose di quanto normalmente si pensi. La mostra avvia un importante progetto culturale della durata di quasi un anno, che può essere sintetizzato nell’espressione Isgrò Dante Caravaggio e la Sicilia, la cui seconda tappa avrà luogo nell’Oratorio di San Lorenzo, nel cuore del centro storico di Palermo, il prossimo 24 dicembre, quando sarà presentata l’opera inedita di Emilio Isgrò con la quale il Maestro offre al pubblico in presenza la sua personale riflessione sul tema, misurandosi con l’iconografia della Natività.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/12/2021 alle  11:28:03, nella sezione ARTE,  468 letture)













Era un pittore spontaneo, di naturale istinto naive, Salvatore Accolla, conosciutissimo ortigiano da oltre un anno mancato all'affetto dei suoi cari e di chi lo conosceva, pervaso da una frenesia creativa che lo portava a dipingere quadri su quadri che esponeva sui marciapiedi di corso Matteotti ai tanti suoi estimatori che nel tempo dimostrarono di apprezzare la sua arte, la sua vena creativa a volte visionaria, a volte frutto di palpabili tormenti interiori. Pagavano poco allora, al tempo delle vecchie lire, ma questi appassionati hanno però assorbito centinaia e centinaia di opere che troviamo un po’ ovunque: negli uffici pubblici, nei ristoranti, nelle case private. Poi Accolla fece un passo in avanti esponendo le sue opere in varie gallerie d’arte. E i prezzi, naturalmente, lievitarono anche perché era apprezzato soprattutto dai turisti italiani e stranieri, attratti dai suoi colori e dalle strane forme dei suoi soggetti preferiti. Le sue tele, infatti, raffigurano animali, barche, gatti, tetti, arlecchini e rivisitazioni personalissime di opere famose, un infinito caleidoscopio di figurazioni cromatiche, veramente tantissime opere che, comunque le si voglia giudicare, hanno tutte un denominatore comune, una personalissimo linguaggio che, già di per se, è un risultato difficile da raggiungere in campo artistico. La riconoscibilità immediata di un quadro di Accolla, la tipicità della sua tematica e della sua coloristica, aggiungerei del suo segno inconfondibile, sono tutti elementi per i quali le sue opere sono riuscite sempre e comunque ad assumere una discreta valenza estetica. A memoria dell'artista sono rimasti quei “new jersey” decorati in Corso Matteotti che resistono alle intemperie come pietre monumentali di una genialità popolare che ha attraversato Siracusa in questi ultimi anni. Salvatore Accolla meriterebbe di essere ricordato con un premio a lui dedicato, protagonista come fu di un tempo pre covid quando Ortigia pullulava di pittori, di gallerie, di socialità artistica e culturale.
 
di Redazione (pubblicato il 06/12/2021 alle  13:31:50, nella sezione EVENTI,  463 letture)
Il 18 e 19 Dicembre avrà luogo presso il Museo della Civiltà Contadina Lucio Messina di Nicolosi, in via Garibaldi, l'evento "Christmas Charm" - Premio LibertaSportArt 1° edizione, Arte, Cultura, Musica, Spettacolo, Sport e Solidarietà, organizzato dalla Presidente della Junior Art Academy Dott.ssa Grazia Trovato, in collaborazione con la Pro loco di Nicolosi, l'Associazione A.C.S.D. Nordic Walking School, l'Ente di Promozione Sportiva Libertas, il Circolo Letterario Pennagramma e il Kiwanis International "Club Etneo". Nel corso della serata inaugurale, sabato 18 alle ore 18.00, verranno consegnati Premi alla Carriera in varie sezioni: per la poesia allo scrittore Raimondo Raimondi, per la cultura alla Dott.ssa Simona Zagarella, per essersi distinto nel settore sociale al Dott. Armando Sorbello, per lo sport al Prof.Michele Pozio, per l'Arte alla Prof.ssa Rosaria Caniglia, e come artista emergente al giovane e talentuoso Agatino Scierri. Durante la serata verrà presentata la silloge di poesie di Raimondo Raimondi dal titolo "Rapsodia della Rinascita", pubblicato per le toscane Edizioni Il Foglio, che si affianca alla precedente opera "Tempo sospeso" e ne amplia i confini. Se per quest'ultimo libro la scommessa era stata fare poesia in tempo di terrore pandemico, nel periodo più buio dell'isolamento sociale, in "Rapsodia" l'autore getta un ponte verso la speranza di un futuro libero finalmente dalla paura e dal dolore.
 
di Redazione (pubblicato il 22/11/2021 alle  18:26:28, nella sezione EVENTI,  401 letture)

Si svolgerà a Roma il 29 Novembre 2021, presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma, la terza edizione del Bloody Festival Roma, ideale proseguo di quello che fu l’Italian Horror Fest di Nettuno. Un festival, quello di Nettuno, che vide come testimonial, fin dalla prima edizione, Dario Argento. Ultimamente impegnato nelle riprese di Occhiali neri, che segna il suo atteso ritorno sul grande schermo dopo molti anni di assenza, il maestro del noir sarà testimonial anche di questa edizione del Bloody Festival Roma, che avrà come madrina Manuela Arcuri. I lungometraggi in concorso sono suddivisi in tre diverse sezioni: Horror, Giallo e Thriller, ma vi sarà spazio anche per i cortometraggi, che verranno premiati con appositi sampietrini da una giuria di qualità costituita da professionisti della Settima arte, con direttrice artistica l’organizzatrice esecutiva di ZTV Production Sabina Pariante e presidente il direttore della fotografia e sceneggiatore Mark Melville. Eventi fuori concorso saranno Abisso nero, zombie movie di Gaetano Russo che ha anticipato il Coronavirus, il promo di Gotico padano, documentario di Roberto Leggio incentrato su La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati, e Doppia luce di Laszlo Barbo, al quale verrà consegnato un premio speciale. Novità di questa edizione è il Premio Roberto Pariante alla carriera, dedicato allo storico aiuto regista che fu anche autore dell’episodio Testimone oculare, facente parte della mini-serie televisiva argentina La porta sul buio. L'artista Stefano Natale si ha realizzato i premi per questo appuntamento con Bloody Festival Roma, che è pronto a dare piacevoli brividi di paura a tutti gli appassionati dell' horror e del mistero.
 
di Redazione (pubblicato il 29/10/2021 alle  16:07:29, nella sezione EVENTI,  410 letture)
Che cosa si potrebbe fare concretamente, in Italia e in Europa, per fermare (o almeno frenare) le sempre più frequenti e drammatiche intimidazioni e aggressioni ai giornalisti? E contro le intimidazioni e gli abusi, ancora più numerosi, commessi anche per via legale (le cosiddette querele pretestuose, diecimila ogni anno nella sola Italia)? Che cosa potrebbero fare la politica, il parlamento, il governo? E i giornali e i giornalisti, oltre a denunciare i fatti e a protestare vibratamente? In particolare, la magistratura come potrebbe mettere fine allo scandalo dell’impunità quasi assoluta di coloro che bloccano con violenza i giornalisti che diffondono notizie legittime e di interesse pubblico semplicemente perché a loro sgradite? A queste domande daranno risposta giornalisti, procuratori esperti di vari paesi che mercoledì 3 novembre prossimo alle ore 10:00 a Siracusa, presso la sede del Siracusa International Institute parteciperanno alla tavola rotonda sul tema “Come mettere fine all’impunità per i reati contro i giornalisti”. Il convegno è organizzato dall’associazione Ossigeno per l’Informazione insieme all’UNESCO. Il Quirinale ha concesso all’iniziativa la Medaglia del Presidente della Repubblica. Il settimanale L’Espresso è media partner dell’iniziativa. Il confronto si svolgerà a Siracusa, in via Logoteta 27, nell’aula magna del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, che ha collaborato alla realizzazione dell’iniziativa. Il dibattito sarà diffuso in diretta streaming, in italiano e in inglese sui canali social (pagina Facebook e canale YouTube) di Ossigeno per l’informazione. A tal proposito, tutte le indicazioni sono disponibili sul sito www.ossigeno.info. Aprirà la discussione un saluto del procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi. Fra i relatori figurano: il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, il sostituto procuratore di Roma Eugenio Albamonte, i giornalisti Michele Albanese (sotto scorta del 2014), Marilù Mastrogiovanni (sotto tutela della polizia), Alberto Spampinato (presidente di Ossigeno) e rappresentanti di Grecia, Olanda e Malta, paesi europei nei quali dal 2017 a oggi sono stati assassinati tre cronisti. Uno sguardo a più ampio raggio verrà da Saba Ashraf, esperta legale di Media Defence, l’organizzazione che da Londra fornisce assistenza legale specializzata e gratuita in numerosi paesi ai giornalisti in gravi difficoltà.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/10/2021 alle  07:58:42, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  381 letture)

























Luogo di grande bellezza naturale la marina che costeggia il porto grande di Ortigia, dove tanti siracusani e tanti turisti vengono a godere dell'aria di mare e del mitico paesaggio. Sotto gli alberi, sopra una panchina, passa la notte all'addiaccio un barbone, un homeless, un senza fissa dimora, testimone anacronistico di povertà estrema e di emarginazione. Accanto a lui una lercia coperta e un bricco vuoto di vino scadente con cui ha cercato di riscaldarsi e di scordare nell'oblio dell'alcool la sua triste condizione di senzatetto. Di fronte a lui il mare, la banchina dove sono ormeggiati gli yacht, i catamarani, i velieri e i grossi motoscafi di facoltosi diportisti. Poco più in là, appena oltre i club nautici, stazionano vari pescherecci, stipati di reti e di cassette di legno, con cui onesti lavoratori del mare sbarcano il lunario con difficoltà, sacrificio e fatica, portando a riva lo scarso pescato. Sullo sfondo una enorme nave da crociera, un mostruoso natante a cinque piani, capace di ospitare quattromila e più crocieristi, gente che per pochi giorni l'anno riesce a illudersi di fare una vita da ricchi, popolando questi condomini galleggianti, che tanto assomigliano alle Vele di Scampia. Ecco uno spaccato della nostra società in poche centinaia di metri: sullo sfondo il mare, immutabile, eterno, unico e silente testimone delle sperequazioni e delle ingiustizie, immerso nella polvere del sole, in tutta la grandezza del creato, che ancora noi umani non siamo riusciti a distruggere.
 
di Redazione (pubblicato il 05/10/2021 alle  18:09:01, nella sezione LIBRI,  450 letture)
L'Ecopoesia è un nuovo genere letterario che trae ispirazione dall'attuale emergenza ambientale ed è nato nel 2005 quando venne varato dalla poetessa Maria Ivana Trevisani Bach il "Manifesto di Ecopoesia italiana". Tale movimento, poichè tale divenne subito questa tendenza letteraria a livello internazionale, prese le mosse dalla considerazione della odierna velocità e facilità della comunicazione, dai processi di globalizzazione che investono anche l'ambito culturale e dalla sempre più drammatica criticità ambientale del nostro pianeta. In questo contesto alcuni artisti italiani hanno sentito l'esigenza di esternare in un Manifesto le linee guida del loro modo di fare poesia nella considerazione dell'attuale sovrabbondante tempesta mediatica di notizie che ha creato un conflitto tra il pensiero razionale che cerca di comprendere gli avvenimenti e l’enorme quantità di emozioni che tali eventi suscitano, e nella suprema considerazione che nei giovani si registra una abulia nei confronti di ideali e di valori, il che li priva dell’entusiasmo necessario per affrontare i problemi del nostro tempo. La salvaguardia dell'ambiente si impone quindi come valore ineluttabile a causa dell'attuale, critica situazione del nostro pianeta. Caduta l’idea di una Natura intesa come risorsa inesauribile, entra anche in crisi la visione antropocentrica e verticistica dell’Uomo padrone senza limiti di tali risorse. Da questa consapevolezza nasce una nuova etica di rapporto: non più esclusivamente fra uomo e uomo, ma fra Uomo e Natura. Il ruolo dell'Ecopoesia in questo scenario assume un'importanza decisiva: infatti ogni genere di poesia sa creare emozioni, tocca corde segrete o dimenticate, stupisce con associazioni di suoni o di immagini, ci fa meditare con una metafora, coglie l’essenza nascosta delle cose o delle nostre esperienze. Sfruttando la potenza di queste suggestioni, l'Ecopoesia diventa comunicatrice di emozioni e, attraverso di esse, risveglia le coscienze predisponendole all’ascolto dei problemi dei nostri giorni. Così, sempre secondo il Manifesto del 2005, l'Ecopoetry contribuisce alla salvaguardia del nostro pianeta e a creare un nuovo rapporto con tutti gli esseri viventi. Questo bisogno di poesia nuova è stato colto in diverse parti del mondo. Sono nati così nuovi movimenti poetici che associano la Poesia alle attuali istanze etiche come Art and Peace, Eco Art, e, appunto, l'Ecopoetry. L'ecopoeta però non è l'aedo che canta la Natura, ma è colui che parla per la Natura, dà voce alla Natura, testimonia i diritti di quei viventi che non hanno diritti. E' colui che si sente interconnesso con la creazione e ne riporta emozioni dal di dentro: l’animale torturato, l’albero sradicato, l’intera terra inquinata, parlano direttamente attraverso i suoi versi. In definitiva, l'ecopoeta parla per questa casa comune, unica ed irripetibile, che va salvaguardata nella sua peculiarità e nella sua bellezza. L’ecopoeta è, quindi, il tramite fra la comunità umana e il mondo naturale. Esiste una specificità nell'Ecopoesia: deve essere accessibile a tutti, deve essere aperta alle differenti realtà culturali del mondo e condividere e diffondere i valori del nostro tempo, liberandosi dall'isolamento delle chiuse culture letterarie erudite, dalle vecchie mode delle avanguardie e dalle tradizioni poetiche locali e utilizzando una comunicazione poetica semplice e chiara, comprensibile a tutte le culture, come richiesto dall’UNESCO nel messaggio della Giornata Mondiale della Poesia. A Siracusa gli ideali dell'Ecopoesia vengono portati avanti dal Collettivo Poetaretusei432 che fa capo ai poeti Salvatore Randazzo e Elisabetta Tagliamonte.
 
di Redazione (pubblicato il 29/09/2021 alle  19:17:04, nella sezione EVENTI,  486 letture)




Il 9 e 10 ottobre avrà luogo, presso il Centro Expo di Piazza del Popolo a Pedara, la terza manifestazione di Aetna Expo (Arte, Cultura, Sport, Spettacolo), organizzata dalla Presidente della Junior Art Academy Grazia Trovato con la collaborazione dell'Associazione A.C.S.D. Etna Tour, l'Ente di Promozione Sportiva Libertas e il Circolo Culturale Pennagramma. L'evento così come i precedenti, quello di Viagrande e di Nicolosi, è un crocevia di artisti, fotografi, scrittori, personalità del mondo dello spettacolo e amanti della cultura. Saranno assegnati premi alla carriera a personalità che si sono distinte in attività culturali e sportive. Per la letteratura a Mario Cunsolo, per la pittura al Maestro Salvo Caramagno, per la danza al Maestro Alosha, per lo sport a Biagio Sciacca, per il settore artista emergente alla giovane e promettente Claudia Coniglione. Il Maestro Salvo Caramagno è recensito dal critico d'arte siracusano Raimondo Raimondi che così si esprime sulla sua opera: " Premio alla carriera al maestro Salvo Caramagno che ha reinventato in chiave siciliana l'arte naif e, applicando questo stile pittorico, si è cimentato nell'arco della sua carriera artistica in perfezionismi manieristici affrontando i temi del paesaggio e del popolo isolano con invidiabile maestria. Questa sua ispirazione e attenta realizzazione è una caratteristica del suo impegno interiore, espressione di un'anima inquieta che cerca di veicolare il suo messaggio alla società che la circonda, deciso ad affidarsi a un linguaggio popolare comprensibile a tutti e a esaltare la figura umana, raffigurata con vigore coloristico, interpretata con assoluta originalità, affidandosi al turbinio delle sue personali emozioni, ma comunicando col suo pubblico attraverso la tranquilla bellezza cromatica e compositiva delle opere". Sulla giovane artista Claudia Coniglione lo stesso critico Raimondo Raimondi dice: "Premio come artista emergente a Claudia Coniglione nelle cui opere si avverte l’amore per le cose mute, per quel senso del tempo che è trascorso, eppure è rivissuto nel presente in modo da essere reinventato, come la sua storia di donna, certamente attraversata dal tumulto dello spirito e da sussulti interiori riconducibili ad una sensibilità esasperata, ad un misticismo accorato, ad una consapevolezza della sua vocazione di artista. Qualche opera si iscrive al genere espressionista, tanto caro a George Grosz e a Edvard Munch, in altre invece prevale una tendenza all'informale astratto, quasi a ribadire ancora una volta la formazione artistica in itinere di questa giovane pittrice, grafica e illustratrice, che ha studiato i nuovi linguaggi della pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Catania". Partecipano alla mostra di pittura gli artisti Maria Carmela Benfatto Rosaria Caniglia Anna Cannata Mimma Consoli Sergio Licciardello Katia Poli Stefania Ruvolo Concetta Tigano Grazia Trovato e gli emergenti Concetta Bonanno Ludovico Calanna Claudia Coniglione Roberta Cutrona Alessandro Gambino Rachele Maccarone Dario Platania Nunzia Scardaci Caterina Sciacca Agatino Scierri Noemi Sorg.
 
di Redazione (pubblicato il 20/08/2021 alle  15:30:02, nella sezione EVENTI,  550 letture)
































Sabato 21 agosto, alle ore 19.00, la splendida cornice del parco comunale G. Anselmi di Nicolosi ospiterà la seconda tappa dell'iniziativa culturale Aetna Expo, organizzata dalla presidente della Junior Art Accademy Grazia Trovato. L'evento promette di essere, così come il primo che si è svolto a Viagrande a Villa Manganelli Biscari, un crocevia per artisti e amanti della cultura, infatti all'interno del parco comunale avrà luogo dalle ore 10.00 alle ore 17.00 un estemporanea di pittura, e dalle ore 10.00 alla ore 22.00 una rassegna d'arte contemporanea. Nel corso della serata, scandita dalla conduzione di Andrea Rinaldi, saranno assegnati premi alla carriera a personalità che si sono distinte in determinare attività culturali o sportive: per la narrativa allo scrittore del Circolo Letterario Pennagramma Antonio Sozzi, per la pittura al maestro Barbaro Messina, per l'editoria all'editore Alfio Grasso e a Vincenzo Cipolla per lo sport. Infine un premio come artista emergente andrà a Caterina Lucia Sciacca (nella foto con lo scrittore Raimondo Raimondi). A questo secondo appuntamento dell'Aetna Expo non poteva mancare il danzastorie di Sicilia Alosha, con una sua performance artistica, un momento letterario sarà la presentazione del libro "Ora vi cuntu na parità" della scrittrice Francesca Curcuruto. A collaborare alla buona riuscita dell'evento culturale l'associazione A.C.S.D - Etna Tour e il Circolo Letterario Pennagramma, in prima linea a dare supporto a Grazia Trovato e al suo team organizzativo.
 
di Redazione (pubblicato il 01/08/2021 alle  16:28:51, nella sezione ARTE,  341 letture)

























Tomás Saraceno, artista argentino di origine italiana che vive e lavora a Berlino, è considerato uno dei maggiori protagonisti della scena artistica contemporanea internazionale e uno dei più influenti attivisti per la salvaguardia del pianeta che sfida, attraverso le sue opere, i modi dominanti di vivere e percepire l’ambiente. Nella mostra "AnarcoAracnoAnacro" presenta un progetto multimediale creato appositamente per l’Area monumentale della Neapolis di Siracusa, dove l’artista opera per la prima volta, uno dei più importanti complessi archeologici del Mediterraneo con una superficie di circa 240.000 metri quadrati che comprende il Teatro greco, il cosiddetto Santuario di Apollo Temenite, l’Ara di Ierone II, l’Anfiteatro romano, le latomie del Paradiso, Intagliatella e Santa Venera, fino alla cosiddetta Tomba di Archimede. Dal 29 luglio 2021 al 30 gennaio 2022, i tradizionali percorsi archeologici della Neapolis saranno attraversati e intercettati dal percorso narrativo sperimentale di Saraceno. Composta da diversi capitoli, dislocati in numerosi punti distanti tra loro, la mostra costruisce un proprio mondo sensoriale e semiotico, evolvendo come una vera e propria forma di vita nel corso dei mesi. Archeologia, ecologia, aracnomanzia, arte e attivismo sociale dialogheranno, tessendo nuove poetiche visive. La mostra, a cura di Paolo Falcone, è prodotta e organizzata da Civita Sicilia. La ragnatela, l’aracnomanzia, l’evocazione e la reinterpretazione dei miti, così come il concetto di metamorfosi diventano concetti guida per ripensare e riscoprire l’intreccio di forme di vita e di linee temporali che animano l’Area, portando l’attenzione del pubblico a rivolgersi a coloro che l’hanno abitata per milioni di anni, come le 46 specie di ragni che sono state ritrovate all’interno. I visitatori saranno condotti in un tour dell’Area, con un percorso performativo realizzato in collaborazione con l’Accademia d’Arte del Dramma Antico.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 17/07/2021 alle  10:20:03, nella sezione LIBRI,  325 letture)

Mercoledì 21 Luglio, alle ore 19:00, nella prestigiosa cornice di Villa Reimann a Siracusa, verrà presentato l'ultimo libro di poesie di Luca Campi dal titolo "Trenta giorni ha novembre", una silloge che gode della prefazione di Patrizia Stefanelli, scrittrice, regista teatrale e direttrice artistica del Premio Nazionale "Mimesis". Sarà, nelle intenzioni dell'autore, un momento di incontro lieve e consapevole, occasione di incontrare vecchi e nuovi amici. Versi liberi e moderni, quelli di Luca Campi, variabili nella metrica, ma assolutamente musicali e godibili non solo nella lettura, ma anche e soprattutto nell'ascolto dal vivo, dove il testo viene interpretato, aggiungendo la dimensione teatrale della dizione e della recitazione alla meraviglia del verso. Un poeta il nostro che comunica la sua "verità" quanto mai contemporanea in un turbinio di sensazioni. Lontano oramai da tempo da Siracusa per motivi di lavoro, continua il suo girovagare seguendo un percorso di vita e di pensiero che inevitabilmente si riversa nelle sue poesie ricche di ispirazioni e di diversi temi affrontati. Lo sguardo contemporaneo, il modo di sentire e di rappresentare le cose, non preclude all'autore di guardare al suo passato, che è anche il nostro, e di trarre da esso preziose lezioni riportando all'interno della propria opera citazioni, allusioni, rimandi e contaminazioni. Come un gioco questo poetare di Luca Campi, Peo per gli amici, appare filtrato dalla sua personalità curiosa ed energica, che sa cogliere il senso del mistero e anche la dimensione sacra della bellezza.
 

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