AL VIA IL XLVI CICLO DI TRAGEDIE GRECHE A SIRACUSA
Il XLVI Ciclo di Rappresentazioni Classiche si è aperto l’8 maggio 2010, con la prima dell’Aiace di Sofocle per la regia di Daniele Salvo e con Maurizio Donadoni nel ruolo del protagonista; il 9 maggio la prima di Fedra (Ippolito portatore di corone) di Euripide, per la regia di Massimo Castri e con Elisabetta Pozzi nel ruolo di Fedra. I due drammi saranno rappresentati a giorni alterni fino al 20 giugno 2010.
Aiace ha come protagonista l'eroe omerico che di quel mondo arcaico mantiene intatti la forza, il carattere, il sistema di valori. Soprattutto, quella collera incontrollabile che lo porta a desiderare lo sterminio dei Greci quando, a vantaggio di Ulisse, lo privano delle armi del defunto Achille, di cui si considera a pieno titolo l'erede. Aiace crede di sterminare i suoi compagni, li guarda in faccia mentre li tortura dentro la sua tenda non sapendo di aver ucciso bestiame al loro posto, grazie all’intervento di Atena che lo confonde con immagini false e illusorie: la violenza efferata di Aiace si mescola alla ''follia'' instillata dalla dea culminando, dopo il ''risveglio'' alla realtà, nell'unico esito possibile agli occhi dell'eroe, il suicidio.
Ed è questo lo stesso destino di Fedra, che nutre per il figliastro Ippolito una insana, terribile passione suscitata in lei da Afrodite, un eros concepito come forza che atterrisce perché in grado di trascinare l’uomo in un baratro di dolore. Ma questo destino di ''amore e morte'', di nozze illecite apparentemente provocato da un intervento esterno, divino, è in qualche modo come una malattia genetica di Fedra.
"Un momento della Fedra"