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SSi è
reinventato il suo mestiere e ha
messo una web cam nel suo studio,
così ogni volta che ci si collega si
vede la nascita di un quadro, la
fatica nell’usare i pennelli, dosare
il colore, elaborare il soggetto.
La gente si vede le curiose vite di
chi, in 90 giorni, sta rinchiuso (di
propria volontà: è questa la cosa
più stupefacente) in una casa e fa
di tutto. In internet le web cam
impazzano: allora perchè non far
veder qualcuno che
lavora?!
Questa strana piccola protesta,
almeno per come la vedo io, è stata
notata anche da Neapolis, bel
rotocalco su internet e dintorni in
onda su
Rai3,
che ha dedicato a lui un servizio di
Ettore Di Lorenzo nel lontano 2004.
Nel frattempo cosa è successo?
E’
accaduto che la stampa locale se ne
è interessata, persone come Vincenzo
Consolo hanno scritto di lui,
psicologi hanno trovato i suoi
quadri “terapeutici”.
Ma non basta.
Io, nel frattempo ho posto a lui
qualche domanda che pubblico a
seguito per intero. Intanto vi
consiglio di andare a vedere la sua
bella Sicilia nei suoi quadri:
http://www.artecammarata.com
D- Cos’è che la muove a fare arte,
cosa La colpisce.
R- Con ciascuna pennellata, delle
migliaia che compongono un mio
dipinto, vorrei spingere ad una
riflessione sul rischio di perdere
quei luoghi così straordinari che ci
circondano, questa società è
distante dalle cose semplici e si
sposta nel territorio con grande
distrazione perchè ciascuno è
concentrato sul proprio lavoro senza
perder tempo ad osservare il
paesaggio, io opero contro questo
stato caotico per riportare coloro
che possiedono un pò di sensibilità
per l’arte verso la natura
suggerendo in questo modo di
rallentare i ritmi.
D- Da dove è nata l’idea di mettere
una web cam nel suo studio? Neapolis,
che da sempre è interessato alle
novità sul web l’ha intervistata,
dando sicuramente spunto ai
navigatori. Come ha reagito, secondo
Lei, il popolo del web? contatti?
suggerimenti che le sono arrivati,
solidarietà?
R- Il mio libero lavoro d’artista mi
permette di riflettere, ed ho
compreso che la vecchia concezione
della sacralità di un luogo ove si
crea, da sempre precluso agli
estranei andava abbattuta, poichè
non solo l’opera finale poteva
suscitare delle emozioni, ma ancor
più la sua nascita, il suo procedere
dal disegno sommario via, via,
attraverso la composizione, le
campiture, il colore il chiaroscuro
ed i dettagli, un processo creativo
che ha semplicemente affascinato
migliaia di visitatori virtuali,
molti dei quali si sono emozionati e
mi hanno espresso nelle forme più
disparate il loro stato d’animo,
qualcuno scrivendo i propri
complimenti sul guestbook, altri
cercando di sostenere questa mia
idea originale ed unica in Italia; I
seguito al servizio della Rai il mio
sito stava quasi per bloccarsi, ma
anche oggi sono moltissimi i
navigatori che viaggiano attraverso
le webcam in rete, io posso
affermare di ricevere centinaia di
visite ogni giorno provenienti da
tutto il mondo.
D- Secondo Lei oggi le persone sono
incapaci di apprezzare un bel
quadro, a capirlo ed amarlo, perchè
siamo incapaci di apprezzare l’arte
a causa, anche, della televisione
che ci propina già ideali
confezionati?
R- La disattenzione verso l’Arte di
questa nostra Società è dovuta alla
saturazione di immagini a cui il
cervello è sottoposto, la sua
capacità di elaborazione viene
suddivisa tra pubblicità, riviste,
televisione e computer, e questo
provoca inoltre l’impossibilità di
distinguere se ciò che ci troviamo
davanti sia destinato a veicolare un
messaggio commerciale, un modello
sociale o invece qualcosa di poetico
che è molto più raro da poter vedere
e su cui comunque ben pochi
riflettono.
D- Come pensa si possa migliorare la
situazione dei tanti bravi pittori
italiani, fra cui lei, che vivono di
passione per la pittura?
R- Da qualche anno si è creduto che
l’Arte esposta fuori dai luoghi di
fruizione e comunque in strada nei
Bar o Ristoranti potesse liberarsi
dai costi di esposizione e dai lacci
di autorizzazioni o permessi
raggiungendo direttamente il
pubblico, ma a mio parere questo
sottrae tutta la magia del contesto,
chi gusterebbe dei cioccolatini
svizzeri avvolti nella carta di
giornale? Inoltre è opinione diffusa
che la forza stia nell’unione, ma
gli artisti possono fare di tutto
tranne che coordinarsi ed
organizzare qualcosa, perchè
solitamente egocenttrici,
incostanti, infantili e lunatici,
quelli che come me sono impegnati in
processi creativi hanno un bisogno
assoluto di un’altro tipo figura
dalla personalità determinata ed
adatta a mediare tra noi ed il
pubblico, ecco quindi che questo
spiega l’assoluta indispensabilità
del gallerista o di colui che
comunque investa tempo e denaro
credendo nelle opere che gli sono
state affidate o che ha acquistato;
I grandi nomi dell’arte del
novecento sono entrati nella storia
sempre attraverso altri uomini o
donne che ne hanno attraverso
eventi, costruito la popolarità di
una firma pur restando nell’ombra.
D- Suggerimenti su leggi, mercanti
d’arte e gallerie?
R- La questione è complessa, ma dal
mio punto di vista posso rispondere
che si deve agire rapidamente in due
direzioni, per prima cosa andrebbe
istituito presso il Ministero per i
Beni e le Attività culturali un Albo
a cui possano iscriversi tutti gli
artisti italiani che soddisfino i
requisiti fiscali e di
professionalità, questo garantirebbe
collezionisti ed operatori del
settore.
La seconda questione riguarda il
fatto che nessun Governo della
Repubblica pur nella ricerca
affannosa di nuovi gettiti fiscali
ha mai compreso le potenzialità del
Mercato dell’Arte, gli artisti
stranieri in Italia hanno una
distibuzione capillare, mentre i
connazionali sono in seria
difficoltà; Se fosse possibile
offrire agli imprenditori di poter
iscrivere in bilancio l’acquisto di
un opera d’arte italiana come bene
di rappresentanza, e quindi gli
venisse riconosciuto di godere del
vantaggio fiscale per il recuppero
di un terzo della cifra investita
nei successivi cinque anni, ciò
porterebbe oltre al non indifferente
beneficio di rendere eleganti
migliaia di Sedi ed Uffici di
Società (oggi stracolmi di stampe) ,
anche ad una eccezionale spinta a
tutto il settore.
D- Come valuta il ruolo delle
gallerie, che sono, ad oggi, uno
degli strumenti di diffusione delle
opere d’arte?
R- L’Italia è un paese straordinario
dal punto di vista creativo, e
questo genera un affollamento di
offerte mentre la domanda di opere è
limitata a causa delle difficoltà
economiche attuali vissute dalla
stragrande maggioranza degli
appassionati d’arte, credo che in
maniera naturale questa condizione
stia producendo un sistema di
filtraggio e i Galleristi stiano
oggi decisamente puntando verso la
qualità, verso nuovi artisti
emergenti dalle quotazioni ancora
modeste e verso opere che non hanno
bisogno di supporto critico perchè
più leggibili proprio come l’arte
figurativa e di paesaggio. |